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Welfare. Rosi (Spi Cgil): “Niente inciuci, ma concertazione vera”

La replica dei pensionati all'ipotesi di un accordo Margherita-Foza Italia sul disegno di legge Dalmaso.

Welfare. Rosi (Spi Cgil): “Niente inciuci, ma concertazione vera”«All'indomani delle rassicurazioni ricevute dall'assessore Dalmaso sul rispetto della concertazione, siamo costretti a prendere atto, a mezzo stampa, che qualcuno lavora per l'ennesimo inciucio con le minoranze. Questi balletti sono inaccettabili. Quando si parla di stato sociale e di servizi d'assistenza la concertazione con le forze sindacali non può restare un auspicio o un semplice rituale. Perché con questa legge si interviene sulla vita delle persone, dei pensionati e dei lavoratori di tutto il Trentino. L'assessore Dalmaso smentisca chi dentro la sua maggioranza vorrebbe accordarsi con l'opposizione e torni al tavolo del confronto con i sindacati per migliorare il suo testo di legge.» Giuliano Rosi, segretario del sindacato pensionati Spi Cgil, è scandalizzato all'ipotesi che il confronto con le forze sociali sulla riforma del welfare venga stravolto dalle logiche politiche interne al Consiglio provinciale. «È in gioco – spiega Rosi – il rispetto dei patti assunti dalla Giunta Dellai che nel recente passato ha sottoscritto l'impegno a garantire il metodo della concertazione. Non possiamo certo metterci a concertare prima con la Giunta e poi con le minoranze. La Giunta e la sua maggioranza si assumano la responsabilità di governare ricevuta in dote del voto popolare». Nel merito del testo di legge, i pensionati Cgil ribadiscono le loro critiche alla mancata centralità dei servizi pubblici di assistenza e chiedono che la Provincia continui ad esercitare un ruolo forte rispetto alle future comunità di valle. Restano anche i problemi dell'assistenza domiciliare che lo Spi Cgil vorrebbe fosse potenziata e dei tre anni di residenza previsti dalla legge Dalmaso per accedere alla pienezza dei servizi del welfare locale. “Su queste questioni – conclude Rosi – e su tante altre vogliamo che il confronto con la Giunta sia libero da pregiudizi. L'assessore Dalmaso sappia che non accetteremo mai una discussione sotto il ricatto di un possibile accordo con le minoranze.” 8 febbraio 2007

 

 

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