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Servizi agli anziani, c'è il protocollo d'intesa

Diverse le proposte contenute nel memorandum: nuovo patto assistenziale, attivazione di quattro Rsa, agevolazioni sui trasporti, contributi pubblici per affitto e riscaldamento.

Servizi agli anziani, c'è il protocollo d'intesa  Percepire a livello provinciale la legge sull'assistenza, rafforzare e sviluppare i servizi socioassistenziali esistenti, favorire la permanenza a domicilio delle persone anziane, oneri per l'accesso ai servizi più sostenibili. Queste le richieste formulate dai sindacati dei pensionati nell'ipotesi di protocollo d'intesa con l'assessorato alle politiche sociali. Ieri mattina, nella sede della Cgil di via Murerei, Giuliano Rosi ( Spi Cgil), Marino Gatti ( Fnp Cisl) e Claudio Lucchini ( Uilp Uil) hanno presentato l'ipotesi di un protocollo d'intesa con l'assessore provinciale alle politiche sociali, Marta Dalmaso. Lucchini, senza andar per le lunghe, è passato subito al sodo: « Servizi ed accesso ai servizi. Credo che come pensionati dei tre sindacati abbiamo la necessità di attuare una riforma». Cambiamenti che tengono conto di una popolazione che racchiude in sé un gran numero di anziani: « Ormai — ha illustrato Rosi — abbiamo un venti per cento della popolazione sopra i 65 anni. Circa 100mila persone » . Secondo il segretario della Spi Cgil, « l'invecchiamento avrà un trend sempre più elevato nei prossimi anni » . Dopo queste premesse, le necessità: « Vogliamo che ci siano servizi che mantengano le persone nel loro domicilio. È quindi necessario con l'assessore un protocollo d'intesa che preveda degli interventi specifici per gli anziani malati a casa » . Le proposte, che mirano al potenziamento assistenziale degli anziani su tutto il territorio, si muovono su un ampio spettro. Tra le principali: detrazione dal reddito dei costi sostenuti per l'assistenza a domicilio, nuovo piano assistenziale « con particolare attenzione » ai servizi per le persone anziane, rafforzamento del servizio assistenza a domicilio, attivazione di quattro nuove Rsa, avere un filtro fra ospedale e domicilio, posti riservati per le persone anziane nell'edilizia abitativa, sostegno da parte della Provincia a favorire iniziative culturali, agevolazioni trasporti, Ici, contributi provinciali affitto e riscaldamento. Gatti ha lanciato quindi una critica, mettendo in rilievo le differenze assistenziali fra città e provincia: «È facile trovare una risposta da parte dei servizi a Trento, mentre è più difficile nelle valli. Sul territorio manca una risposta omogenea. Noi la vogliamo». Infine Bruno Dorigatti (Spi Cgil) ha lanciato l'allarme: «Se la nostra società non interviene, l'invecchiamento diventa una cosa esplosiva. Gli ultranovantenni sono in tutta la provincia 1.114 ».

 

 

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