NEWS

Quattrocento firme per usare l’auto

Bassa Valsugana, record di adesioni contro i divieti. La petizione della Federconsumatori appoggiata in modo massiccio:«Limiti ingiusti e del tutto inutili»

Quattrocento firme per usare l’autoInviperiti dai limiti alla circolazione imposti in modo schizofrenico dalle amministrazioni comunali trentine,arrabbiati con la Provincia per la mancata programmazione di politiche serie per il passaggio alle energie alternative, convinti dell’inutilità di provvedimenti di cui non si è testato neppure l’effetto, nonostante un’applicazione ormai pluriennale. Sono gli abitanti della Bassa Valsugana, che hanno aderito in modo massiccio alla petizione ideata dalla Federconsumatori del Trentino per chiedere la revoca del Piano d’azione contro gli inquinanti atmosferici in vigore da novembre a marzo. Quattrocento le firme raccolte nella vallata di Borgo in quindici giorni, su settecento adesioni in tutto il Trentino, per protestare contro i divieti generalizzati di circolazione imposti a tutti i veicoli euro 0 ed euro 1 diesel. Un record di consensi, che l’attivista della raccolta firme in Bassa, il pensionato di Samone Amos Tiso, spiega così: «Aspettare che la gente si rechi negli uffici della Federconsumatori o del sindacato per firmare una petizione è sbagliato. Allora abbiamo preso i moduli e siamo andati in giro, spiegando alle persone l’iniziativa. Qui tutti sono molto arrabbiati e tutti firmano». Quello che la Federconsumatori chiede da quando ha avviato la raccolta, è che i mezzi euro 0 ed euro 1, «dichiarati in perfetto ordine dal punto di vista meccanico e dal punto di vista delle emissioni, in quanto regolarmente revisionati secondo le normative vigenti», possano circolare senza alcun limite. Quindi, non un via libera a catorci inquinanti, ma un ragionevole permesso a veicoli controllati. E protesta, l’associazione di tutela, per più di un motivo: «Perché si tratta di misure - spiega Tiso - che colpiscono soprattutto gli anziani e la gente di montagna, che mantiene una cultura del risparmio ormai scomparsa in città». Gente che tiene l’auto bene, magari anche per quindici anni visto che la usa poco, e che non vede motivo di comprarsene un’altra. Nelle vallate come la Bassa Valsugana, inoltre, il pendolarismo è accentuato e il pendolare è spesso proprio colui che non può cambiare macchina né farne a meno perché proviene da frazioni e paesini mal serviti dai mezzi pubblici. Un conto, insomma, è stare senza macchina a Trento e Rovereto, un conto è esserne sprovvisti a Carzano o a Bieno. La Federconsumatori sottolinea questi problemi, nel testo che sarà inviato al presidente Lorenzo Dellai dopo il termine della raccolta, fissato per il 25 gennaio: «Non sono state predisposte misure di spostamento alternativo, mediante l’aumento di corse di trasporto pubblico o mediante l’istituzione di nuove corse, con nuovi itinerari gratuiti; in tutta Europa - ma non qui - viene promossa e agevolata l’installazione di filtri antiparticolato, sia sulle vetture nuove che su quelle vecchie; a fronte delle limitazioni imposte ai cittadini, le amministrazioni pubbliche continuano a far circolare mezzi pubblici vetusti e altamente inquinanti (una corriera diesel euro 0 inquinerebbe quanto cento auto, mentre un autobus euro 2 quanto quattro auto dello stesso livello, ndr)». E poi, come valutare i risultati di quanto fatto finora, posto che dal 2003 al 2006 la qualità dell’aria in Trentino è costantemente peggiorata (in Bassa Valsugana si è passati da 49 a 110 sforamenti di polveri sottili - pm 10 – all’anno)? «Politiche ininfluenti», accusa Federconsumatori, e nessun controllo sulle caldaie degli edifici pubblici e privati, sulla temperatura interna agli stessi edifici, su abusi e sprechi. Insomma, non servono certo i blocchi alle auto per ripulire l’aria del Trentino. Ed è ora di fare a meno di questa foglia di fico.

 

 

TORNA SU