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Agricoltura. Cgil: “Melinda cambi strategia”

Per la Flai Cgil i finanziamenti pubblici in innovazione non possono portare a tagli del personale. Purin: “Il consorzio investa nella commercializzazione per garantire reddito ai produttori e ai lavoratori”

Agricoltura. Cgil: “Melinda cambi strategia”
Preoccupano la Cgil del Trentino i segnali di crisi del comparto agroindustriale in val di Non. “Il consorzio Melinda – spiega il segretario generale Ruggero Purin - ha tagliato i 250 posti di lavoro stagionali degli addetti (per lo più donne) che non hanno diritto alla riassunzione automatica. Le giustificazioni del consorzio, alle prese con una diminuzione della produzione e con la chiusura di due sale di lavorazione a Tuenno e Denno, non sono sufficienti. Manca infatti una strategia che sappia coniugare l'affermazione del prodotto sul mercato nazionale e internazionale con la salvaguardia dell'occupazione in valle.” Risentono della crisi anche i 690 lavoratori stagionali con diritto di riassunzione. “Subiranno – conferma Enzo Gasperini che per lungo tempo fu responsabile Cgil per la val di Non – una diminuzione delle giornate lavorative e conseguentemente una contrazione dei salario che oggi si attesta mediamente intorno ai 700 euro mensili.” L'intervento del sindacato ha uno scopo preventivo. “La Provincia – afferma Stefano Montani della Flai Cgil – deve intervenire e monitorare la situazione. Quando chiude una fabbrica i politici locali si fanno in quattro, mentre il fatto che 250 stagionali perdano il lavoro ed altri 690 vedano diminuire il proprio reddito sembra non interessi a nessuno.” I dirigenti sindacali accusano Melinda di una cattiva gestione della filiera commerciale. “Non è accettabile – denuncia Montani – che i produttori vengano pagati 0,35 euro al kg di mele, mentre nei supermercati i consumatori le acquistano a 1,8 euro al kg.” Un divario insostenibile rispetto all'era di avvio del consorzio Melinda quando il rapporto era di 1.000 lire contro 2.000. “In queste condizioni – continua Montani – produrre non è più allettante tanto che già oggi alcuni terreni restano incolti anche in fondo valle.” Di fronte a questa situazione la Cgil chiede un intervento dell'assessore all'agricoltura Tiziano Mellarini. “La Provincia – conclude Gasperini - trasferisce ingenti risorse a Melinda. Anche per questo la Giunta non può accettare che il consorzio ragioni come una multinazionale tagliando il costo del lavoro e l'occupazione per mantenere alta la redditività o peggio ventilando l'ipotesi di trasferire le lavorazioni in paesi dove il costo della manodopera è minore. Serve invece una strategia che guardi al futuro, magari portando in valle nuove lavorazioni nell'ambito dell'ortofrutta per far fruttare gli investimenti tecnologici nei nuovi magazzini e garantire almeno l'occupazione attuale.”

 

 

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