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Ticket sanitari. Rosi (Spi Cgil): “ Questa tassa va abolita”

Il segretario del sindacato pensionati chiede all'assessore Andreolli di intervenire per eliminare almeno i ticket su visite e diagnostica.

Ticket sanitari. Rosi (Spi Cgil): “ Questa tassa va abolita”
“La gente non ne può più. In cinque giorni abbiamo ricevuto già decine di telefonate di cittadini costretti a pagare anche due o tre volte il ticket per un esame sostanzialmente unico.” Giuliano Rosi, segretario dello Spi Cgil, denuncia la situazione di allarme tra i cittadini trentini dopo l'introduzione dei ticket per le visite specialistiche e per la diagnostica. “E' l'ennesima tassa sulla salute dei cittadini” afferma Rosi in una nota. “Non si paga solo la quota di compartecipazione ferma a 36,15 euro a ricetta, ma anche il ticket. Ma l'effetto perverso è che un singolo esame può essere diviso in più ricette perché le prestazioni diagnostiche riguardano settori specialistici diversi. Così il ticket si moltiplica all'infinito.” Se infatti per esempio un esame prevede contestualmente una prestazione diagnostica in radiologica ed ematica il paziente è costretto a pagare due volte il ticket. “La situazione è grave. Non si può fare cassa sulle spalle dei cittadini. L'azienda sanitaria e l'assessorato dovrebbero frenare consulenze e sperperi prima di chiedere soldi ai cittadini. Andreolli deve togliere questo balzello iniquo e pericoloso. Ne va anche della prevenzione. Di fronte a questi costi infatti, i cittadini saranno meno tutelati perché meno disponibili a sottoporsi ad esami preventivi.” Se la legge finanziaria, che ha introdotto questi ticket, non prevedesse deroghe a livello locale, il sindacato chiede almeno una razionalizzazione. “Per l'accertamento di una singola patologia – spiega Rosi – si deve pagare una sola volta secondo raggruppamenti di diagnosi omogenei.”

 

 

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