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Sciopero selvaggio. Al via il processo.

Inizia mercoledì mattina il processo per l'interruzione di pubblico servizio del dicembre 2003. Alla sbarra 144 dipendenti della Trentino trasporti. Disagi per i cittadini: a Trento bus con orari festivi.

Sciopero selvaggio. Al via il processo.Era un lunedì il 22 dicembre 2003 quando anche a Trento giunse l'eco della protesta degli autoferrotranvieri che da mesi scioperavano per il rinnovo del contratto. Quel lunedì mattina gli autisti che raggiunsero il deposito di via Marconi trovarono un autobus che bloccava l'uscita. A Trento, come nelle maggiori città d'Italia, era scattata l'ora dello sciopero selvaggio. Ora, a distanza di tre anni, la magistratura porta in tribunale 144 autisti accusati di interruzione di pubblico servizio. Mercoledì mattina è programmata la prima udienza. “Non sappiamo come voglia procedere il procuratore De Benedetto, ma per noi resta valido il principio che più volte abbiamo ribadito: la maggioranza degli autisti citati in giudizio non hanno avuto alcun ruolo nello sciopero selvaggio. Meglio avrebbe fatto la procura a distinguere le responsabilità prima di avviare il processo.” Antonio Beccati, segretario della Filt Cgil del Trentino ricorda che la citazione in giudizio è avvenuta sulla base degli elenchi aziendali che segnalavano gli autisti non presenti in servizio quel lunedì mattina. Ma molti dei 144 inquisiti non poterono uscire perché un autobus bloccava l'accesso del deposito di via Marconi. “Non si capisce – spiega Beccati – come mai quel mezzo rimase tanto tempo davanti al deposito senza che nessuno sia intervenuto a rimuoverlo. Solo qualche autista ha provato a salire in macchina per toglierla di mezzo, finendo poi, ironia della sorte, tra gli indagati.” La cosa è ancor più inspiegabile in quanto, secondo alcuni autisti, l'azienda era a conoscenza della protesta fin dalle prime luci dell'alba. “Quella mattina – continua Beccati – l'assessore Grisenti intervenne in prima persona promettendo un anticipo della una tantum prevista dall'accordo nazionale. Inoltre garantì a tutti gli autisti una sorta di immunità se avessero tolto il blocco. Ma nessuno poteva dar credito a quella promessa perché il contratto era stato firmato due giorni prima a livello nazionale e non poteva essere modificato a livello locale.” L'accordo predisposto dall'assessore fu firmato da una delegazione che non aveva alcuna potestà a trattare. La Filt Cgil non sottoscrisse alcuna intesa. In effetti l'anticipo non venne mai concesso e gli autisti subirono una prima sanzione da parte dell'azienda su invito della commissione di garanzia. “Solo successivamente – ricorda il segretario del sindacato trasporti della Cgil – si aprì una trattativa a livello regionale per recuperare i 20 euro di aumento non concessi dall'accordo nazionale.” Il negoziato ebbe buon esito e si concluse velocemente a gennaio 2004. Disservizi per mercoledì e giovedì Intanto domani a Trento gli autobus del servizio urbano circoleranno secondo gli orari festivi. Altri disagi si verificheranno in Valsugana. Infatti la Trentino Trasporti non ha potuto sostituire i 144 autisti chiamati in giudizio in modo da garantire un servizio pieno. “Domani – conclude Beccati – potrebbe essere solo il primo giorno di disagio. Se il giudice deciderà di procedere contro tutti i 144 autisti, nei prossimi giorni il servizio rischia di essere nuovamente ridotto. E a farne le spese saranno solo i cittadini.”

 

 

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