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Incidente Borghetto. Beccati (FILT CGIL): “Troppa fretta nel parlare di errore umano.”

Il segretario del sindacato dei trasporti chiede che venga verificato al più presto il corretto funzionamento delle procedure di sicurezza.

Incidente Borghetto. Beccati (FILT CGIL): “Troppa fretta nel parlare di errore umano.”“Si è parlato subito, e con troppa fretta, di errore umano. L'unica cosa certa è che non sappiamo ancora se i sistemi di sicurezza automatici sul quel treno funzionavano davvero. Prima di accusare i macchinisti, bisogna verificarne il corretto funzionamento.” Antonio Beccati, segretario del sindacato dei trasporti, Filt Cgil, ribatte alle prime indiscrezioni che sembrano addossare ogni responsabilità ai due macchinisti del treno merci, Walter Mazzi e Giancarlo Maschi, deceduti nello scontro. Sono diversi i sistemi di sicurezza sulla rete ferroviaria. In specifico sulla tratta dove si è verificato il tragico incidente di stamane è attivo il sistema di controllo marcia treno (in sigla SCMT), un sistema all'avanguardia nella sicurezza. Lungo i binari sono disposte delle boe segnalatrici che dialogano con la locomotrice. Questo sistema, che non può essere in alcun modo disinserito pena il blocco del treno, non si limita solo a segnalare al macchinista tutti gli avvertimenti (velocità massima consentita, guasti lungo la tratta, segnalazioni semaforiche), ma adegua automaticamente la velocità di marcia. Superato un segnale di rosso la locomotrice viene automaticamente bloccata e può proseguire solo a velocità minima e solo dopo una complicata procedura. “Ma non tutti i treni – spiega Beccati – hanno a disposizione questo sistema. Per esempio, quelli locali ne sono sprovvisti, mentre gli interregionali hanno quasi tutti il dispositivo a bordo. In questo momento non ci è dato sapere se il SCMT era attivo sulla locomotrice di Trenitalia che ha provocato lo scontro.” Un altro sistema di controllo è quello definito “ripetizione del segnale”. Questo dispositivo, attivo da anni sulla rete ferroviaria, non fa altro che ripetere in macchina i segnali semaforici. In questo caso con il rosso il treno va in frenata solo se il macchinista non schiaccia un pulsante entro tre secondi per segnalare di aver visto il semaforo. I regolamenti vigenti permettono al macchinista di superare il segnale di rosso dopo 3 minuti di stop, anche senza aver avvisato la centrale operativa che in questo caso ha sede a Verona. Dopo aver oltrepassato il semaforo, il macchinista deve procedere a vista e quindi a velocità limitata, ma non è comunque attivo alcun dispositivo automatico di limitazione della velocità di marcia. A differenza del SCMT, il sistema “ripetizione controllo” può essere disattivato senza per questo impedire il movimento del treno. “Questa mattina – conclude Beccati – può essere successo di tutto. Magari si è trattato di un guasto nel sistema di ripetizione del segnale che non ha avvisato i macchinisti del semaforo rosso. L'indagine degli inquirenti deve partire da qui e verificare se tutti i sistemi di sicurezza erano attivi e funzionanti. Ma questa nuova tragedia ferroviaria impone anche di attivare tutte le risorse possibili per adeguare le locomotrici ai sistemi di sicurezza più innovativi, a partire dal SCMT. E' l'unica maniera per scongiurare tragedie come questa ed evitare che i due macchinisti siano morti davvero invano.”

 

 

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