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Lowara. “La chiusura di Malè è uno schiaffo a tutta la valle”

La multinazionale americana ITT industries comunica la decisione di chiudere lo stabilimento solandro che produce pompe sommerse per impianti idrici. A rischio 100 posti di lavoro.

Lowara.  “La chiusura di Malè è uno schiaffo a tutta la valle”“La decisione del gruppo ITT industries è incomprensibile. Avevamo avuto garanzie sul futuro dello stabilimento. Ma erano solo falsità.” Roberto Grasselli (Fiom Cgil), Anna Damiano (Fim Cisl) e Fausto Francesconi (Uilm Uil) si dicono sconcertati dalla notizia, un fulmine a ciel sereno considerato che lo scorso mese in un documento dell'assessorato Benedetti sull'industria in Trentino la Lowara non figurava neppure tra le aziende a rischio. “E infatti la produzione non dava certo segni di difficoltà” spiegano i sindacalisti. “Tutto si riduce al solito schema: trasferire la produzione dove la manodopera costa meno per massimizzare i profitti. Una logica inaccettabile per i lavoratori e per il sindacato, ma anche per la valle intera che oggi ha subito uno schiaffo morale e materiale.” La Lowara occupa infatti ben 100 operai nella progettazione e produzione di motori e pompe sommerse per impianti idrici ad uso domestico. La presenza della Lowara in Trentino già in passato è stata segnata da gravi situazioni di crisi. Nel 1999 infatti la ITT decise di chiudere lo stabilimento di Storo dove lavoravano 130 operai. Oggi la storia si ripete a Malè. L'azienda, fondata nel 1967 nel Vicentino e acquisita dalla multinazionale americana nel 1997, ha la sede legale e un altro stabilimento a Montecchio Maggiore (VI). E proprio a Montecchio è in programma domani l'incontro del coordinamento delle due fabbriche. Intanto i sindacati annunciano la mobilitazione generale dei lavoratori.

 

 

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