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Coop sociali. Olivieri (Fp Cgil): “I lavoratori chiedono dignità, non l'elemosina.”

Assemblea dei lavoratori delle cooperative sociali. Chiedono aumenti per recuperare, almeno, il tasso di inflazione. Ad un nuovo no di via Segantini, i lavoratori in sciopero.

Coop sociali. Olivieri (Fp Cgil): “I lavoratori chiedono dignità, non l'elemosina.”Dopo un anno e mezzo, la Federazione delle cooperative continua a dire no. Niente aumenti fissi, nessuna stabilizzazione di collaboratori e tempi determinati e neppure l'anticipo dell'indennità di infortunio “per evitare – spiegano da via Segantini – abusi.” È questo il desolante quadro con cui sono costretti ad confrontarsi le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali. Che non ce la fanno più e hanno deciso di mobilitarsi. Oggi in un'affollata assemblea – erano un centinaio i presenti nella sede della Cgil – i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno presentato ai lavoratori le proposte avanzate dal Consolida e dalla Federazione delle cooperative trentine: un aumento variabile legato a due parametri di produttività del settore, il rapporto tra il margine produttivo e il fatturato e quello tra il costo del personale e il valore della produzione. Insomma, solo se i bilanci delle 60 cooperative del Consolida saranno buoni i lavoratori guadagneranno di più, altrimenti niente. E dalle stime della stessa Federazione, stante la condizione attuale delle cooperative, gli aumenti difficilmente potranno superare 200 euro lordi annui. Peccato che la cifra sia inferiore al recupero dell'inflazione, ricordano i sindacati. “Avevamo proposto – spiega Michele Olivieri della Funzione Pubblica CGIL - un aumento di 21 euro mensili fissi per garantire il potere d'acquisto reale e una quota variabile in aggiunta. La riposta è sempre stata la stessa: non se ne parla. Ma i lavoratori chiedono dignità, non l'elemosina.” Anche sulla parte normativa la Federazione ha chiuso ogni possibilità di dialogo, offrendo poco o nulla per quel che riguarda formazione, riqualificazione, indennità di trasferta e limiti alla precarietà. Olivieri contesta anche il principio della produttività, soprattutto quello per cui l'aumento dei salari si calcola sul risparmio in termini di costo del lavoro. “In questo modo – conferma Oliveri – ai lavoratori sono concessi stipendi più alti solo se si riduce il personale. È un meccanismo odioso.” Di fronte alla perdurante chiusura della Federazione, che considera economicamente insostenibili le richieste dei sindacati, i lavoratori hanno decretato lo stato di agitazione. Ed hanno ribadito le loro richieste: un aumento fisso in busta per recuperare il tasso di inflazione e il resto in base alla produttività, insieme ad un impegno preciso per ridurre il precariato. “Se all'incontro di lunedì – hanno confermato i lavoratori – la Federazione risponderà picche, ci mobiliteremo in tutto il Trentino.” E lo sciopero sembra sempre più imminente. Lunedì l'incontro decisivo tra sindacati e Federazione delle cooperative.

 

 

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