NEWS

Controlli cantieri. FILLEA CGIL: “vincere il lavoro nero è una battaglia di civiltà.”

La Fillea Cgil – il sindacato dei lavoratori dell'edilizia - ritiene sorprendente e fuori luogo l’iniziativa di denuncia del deputato Giacomo Bezzi rispetto il sistema dei controlli nei cantieri della nostra provincia, che – a suo dire – sembra essere spropositato e esagerato nel numero e nelle modalità di esecuzione. Pensiamo che per valutare il grado e la diffusione della vigilanza e dei controlli nella nostra provincia non sia giusto e opportuno fare confronti con altri territori vicini al nostro. Ogni singolo territorio deve operare in relazione alla dimensione e gravità del fenomeno, alle risorse umane e finanziarie disponibili e alla volontà politica delle istituzioni nel dare priorità a politiche volte a ripristinare, anche attraverso la fase repressiva, una cultura della legalità che purtroppo nel settore edile stenta a consolidarsi. Occorre che le istituzioni e gli organi di vigilanza operino per produrre una svolta culturale che ci permetta di lasciarci alle spalle una stagione, purtroppo ben incarnata dal precedente governo di centrodestra, nella quale la competitività tra le imprese si ricavava prevalentemente dalla compressione del costo del lavoro, dalla sua crescente precarizzazione, da un occhio di complice riguardo verso l’evasione fiscale e contributiva, e da una sostanziale indifferenza verso il dilatarsi del lavoro nero, che ha percentuali preoccupanti anche nella nostra provincia. Fare questo significa scegliere di aiutare e tutelare coloro che si trovano nelle situazioni più esposte. E si può fare non solo attraverso l’inasprimento delle pene, ma soprattutto sulla continuità dei controlli e sulla certezza dell’applicazione delle sanzioni e delle pene per chi incorre in gravi infrazioni. La Fillea Cgil ritiene opportuno che le forze dell’ordine in collaborazione con gli organi di vigilanza, facciano opera di presidio del territorio per prevenire e debellare questi fenomeni. E’ una battaglia di civiltà e di equità che non deve preoccupare chi le regole le rispetta

 

 

TORNA SU