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Gambarotta, scontro sul premio

I sindacati: se si manca troppo, anche se malati, non si prende nulla. A rischio 550 euro. I lavoratori protestano in strada: traffico in tilt per due ore.

Gambarotta, scontro sul premioTRENTO - I dipendenti della Gambarotta di Trento, storica fabbrica metalmeccanica che produce nastri trasportatori per l'edilizia, incrociano le braccia e promuovono lo stato d'agitazione, rifiutando di presentarsi al lavoro. Nella mattinata di ieri, infatti, buona parte degli operai impiegati nello stabilimento di viale Verona hanno deciso di scioperare, costituendo un sit-in «musicale» all'esterno dall'azienda e mandando in tilt il traffico per un paio di ore. In questo modo i lavoratori hanno manifestato il proprio dissenso rispetto a determinati comportamenti messi in atto dai vertici d'impresa, che, secondo il sindacato, «opera tagli sul premio di risultato ed evita il confronto con le parti sociali». In particolare, i lavoratori condannano «l'atteggiamento messo in atto dai datori di lavoro, che prima ci hanno promesso un premio di produzione composto da una parte fissa e da una variabile e poi ci hanno comunicato l'intenzione di considerare solo la parte variabile, calcolata unicamente sul parametro della presenza in azienda». Nel corso del quadriennio 2001-2004, infatti, il premio era composto da due parti, una fissa e una variabile, calcolate sulla base di diversi parametri (l'azienda erogava un premio di risultato che variava dai 1.100 euro ai 1.250 euro, mentre a settembre veniva data la parte fissa di circa 550 euro). Ad oggi, invece, non essendo stato raggiunto nessun accordo per il rinnovo contrattuale, secondo il sindacato gli operai non percepiranno nulla, né la parte fissa né quella variabile. «Questa proposta è impresentabile - spiega Milena Demozzi della Fiom Cgil - poiché è stato stravolto ciò che era stato deciso in precedenza e poiché non è possibile misurare il premio di risultato solo sulla presenza, ignorando altri criteri come la produttività, l'impegno eccetera. Con questa proposta la direzione di Gambarotta e il suo presidente stanno violando qualsiasi regola aziendale». «È intollerabile - aggiunge Marco Ravelli della Fim Cisl - che un lavoratore rimasto a casa per più di 150 ore lavorative non percepisca alcun premio di produzione. Così chi è ammalato non potrà rimanere a casa più di un determinato periodo e chi invece vorrà seguire le assemblee sindacali potrebbe non poterlo più fare per paura di perdere dei soldi. Ad aprile 2006 erano stati promessi dei premi minimi fissi per ogni lavoratore, circa cinquecento euro, ma ad oggi nessun dipendente ha mai ricevuto questi benefici». La situazione in azienda resta, quindi, particolarmente tesa, mentre i sindacati puntano ad un futuro incontro con la direzione (la quale, secondo i rappresentanti dei lavoratori, non ha mai preso in considerazione questa possibilità). I vertici dell'impresa, d'altro canto, hanno optato per il silenzio stampa. Tra le motivazioni avanzate, anche quella di «non avere tempo perché abbiamo clienti molto importanti da ricevere e non possiamo occuparci di simili problemi, riguardanti banali questioni di premi produttivi». G. Pe.

 

 

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