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Cave. Beber (Fillea-Cgil): ”Serve più coraggio”

Dibattito sulla proposta di legge della Giunta provinciale. Per Renato Beber va introdotto un termine alle concessioni di scavo. Positivo il fondo per il ricollocamento dei lavoratori, ma non basta.

Cave. Beber (Fillea-Cgil): ”Serve più coraggio”“La proposta di riforma del settore estrattivo non è sufficientemente coraggiosa.” Renato Beber, che per la Fillea Cgil si occupa del settore estrattivo, interviene oggi sulla legge proposta dalla Giunta provinciale in materia di attività di cava. Il disegno di legge, al pari di quello presentato dal consigliere Pinter, è attualmente in discussione in Consiglio provinciale. La Fillea Cgil, insieme alla Filca Cisl, ha organizzato oggi una conferenza stampa per chiedere all'assessore Benedetti l'approvazione di alcuni emendamenti. “In primo luogo chiediamo – spiega Beber – che venga limitato nel tempo lo sfruttamento delle cave. Le concessioni dovrebbero avere un termine massimo di 9-12 anni.” La proposta della Giunta invece prevede solo un limite volumetrico. “Inoltre – continua il sindacalista - chiediamo di tutelare la salute dei lavoratori e degli abitanti delle zone estrattive. Per diminuire le polveri, la frantumazione del porfido va trasferita in aree adeguate fuori dalle zona di cava. Così si recupera spazio per macchinari di prima lavorazione che garantiscano migliori condizioni di lavoro e al contempo si abbatte l'immissione di polveri nell'aria.” Beber critica anche l'istituzione di un distretto del porfido. “Si rischia di appiattire le attività produttive della val di Cembra sul porfido. Bisogna invece investire su agricoltura e turismo.” In conclusione Beber ricorda che solo grazie alla mobilitazione del sindacato e dei comuni della valle si sono visti dei miglioramenti nella prima bozza della legge. “Tra questi – ricorda Beber – c'è anche il fondo per la ricollocazione dei lavoratori non più idonei ad un'attività così usurante.”

 

 

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