NEWS

I pensionati Cgil sull'atto di indirizzo per le politiche sociali: sottovalutato il ruolo del servizio pubblico

I pensionati Cgil sull'atto di indirizzo per le politiche sociali: sottovalutato il ruolo del servizio pubblicoIl Comitato direttivo del Sindacato Pensionati della Cgil del Trentino, riunito il 28 maggio 2004, - considerata l’assenza di risposte da parte del governo alle richieste dei pensionati sulle tre grandi questioni del costo della vita, dell’adeguamento delle pensioni e della costituzione del fondo per la non autosufficienza - ha deciso di rinnovare il sostegno alla piattaforma nazionale dei pensionati partecipando attivamente alle ulteriori iniziative che saranno promosse. Nella stessa seduta il Direttivo ha valutato i contenuti delle linee di indirizzo della Giunta provinciale in materia di politiche sociali. Il Comitato direttivo Spi Cgil esprime soddisfazione per la firma, in data 27 maggio, del nuovo protocollo d’intesa fra le Confederazioni sindacali Cgil Cisl e Uil e la Giunta provinciale, non avendo condiviso il metodo usato fin qui dalla stessa Giunta. Con l’approvazione di un documento così importante come le linee di indirizzo prima del confronto con le parti sociali e con le organizzazioni sindacali dei pensionati, si rischia infatti di vanificare quel percorso di concertazione che in questi anni aveva consentito la “determinazione condivisa” delle politiche sociali in merito alla definizione degli obiettivi, dei contenuti, delle priorità e delle risorse. Il Direttivo, sulla base di quanto contenuto nel protocollo, invita l’assessore alle Politiche sociali a riprendere il dialogo concertativo quale metodo per la costruzione di progetti condivisi con i soggetti della rappresentanza sociale portatori della domanda, come il sindacato, e dell’offerta, come le imprese sociali. Per quanto attiene ai contenuti del documento si condivide l’opportunità di recepire i principi della legge nazionale 328; la decisione di unificare le varie leggi provinciali in materia di assistenza; l’inserimento dell’assistenza in un progetto di welfare complessivo che riguardi politiche sociali, abitative, della sicurezza e del lavoro; l’introduzione di un sistema armonizzato di compartecipazione alla spesa proporzionale al patrimonio e al reddito, anche con l’applicazione di un unico strumento su tutto il territorio (Icef-Isee). Il Direttivo ritiene però di segnalare come nel documento non sia prestata la dovuta attenzione alle possibili conseguenze derivanti dalla separazione delle competenze in materia sociale e sanitaria in due assessorati. Tale situazione richiede una chiara definizione delle rispettive responsabilità. Rsa, Adi, centri di servizio, residenze protette e domicilio sono i luoghi ove l’integrazione sociosanitaria deve avvenire quotidianamente. La gestione, le dotazioni organiche e la ripartizione dei costi richiedono uno sforzo di collaborazione che deve vedere impegnati entrambi gli assessorati. I pensionati Cgil giudicano poi scarsamente evidenziata la domiciliarità come strategia, e rilevano come non sia contenuto alcun riferimento all’integrazione nel sistema delle assistenti familiari. Nel documento non trova poi adeguato rilievo la necessità di pervenire alla fissazione dei livelli essenziali delle prestazioni (Leas e Liveas), mentre il Fondo non autosufficienti viene posto solo come segnale più che come impegno da raggiungere in tempi certi. Viene enunciata la necessità di aumentare l’impegno del privato nel sistema servizi, mentre non trova altrettanta attenzione il ruolo incisivo che deve avere il soggetto pubblico nella programmazione, nel governo del sistema e nella gestione di servizi non residuali: viene sottovalutato il ruolo del servizio pubblico come garante dei diritti e della qualità delle prestazioni. Sui punti sopraelencati il Direttivo dà mandato alla segreteria dello Spi di procedere ad un confronto con la segreteria della Cgil e con le altre organizzazioni sindacali dei pensionati, affinché si possano creare le condizioni per addivenire alla sottoscrizione di protocolli d’intesa sulle materie sociali e sanitarie. 28 maggio ’04

 

 

TORNA SU