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Lavoratrici/madri in part time discirminate

Sono 24 le lavoratrici costrette ad andare in giudizio contro la Regione Trentino Alto Adige e la Camera di Commercio.

Lavoratrici/madri in part time discirminateLa CGIL – F.P. Enti Regione Autonoma Trentino Alto Adige. e Camera di Commercio, è al fianco di 24 lavoratrici madri, dipendenti della Regione Autonoma TAA e della CCIAA TN nonché ex Regionali trasferite alla Provincia Autonoma di Trento per trasferimento di deleghe, costrette a ricorrere al giudice, assistite dall’avv. Roberta Pedrotti, per veder riconosciuto il diritto al trattamento economico analogo al personale a tempo pieno, ovviamente limitato all’orario effettivamente svolto (Retribuzione Individuale Anzianità). Mentre in Regione, Provincia e CCIAA si riscontra maggiore sensibilità per indennità accessorie anche cospicue e di spettanza di pochi, si discriminano invece i diritti di numerose lavoratrici, prevalentemente madri, costrette al tempo parziale per poter accudire la famiglia, che si vedono danneggiate nel riconoscimento economico ad esse spettante. Tale aspetto, negli anni, avrà ovvie ripercussioni anche sulla posizione pensionistica di dette lavoratrici, posto che l’importo della pensione è strettamente collegato al trattamento economico che il dipendente ha maturato durante la propria attività professionale-lavorativa. La CGIL –F.P Enti Regione e CCIAA,convinta della fondatezza della ragioni di principio che hanno costretto le lavoratrici madri a ricorrere in giudizio è stata, e sarà, al loro fianco per vedere pacificamente riconosciuti tali fondamentali diritti, non solo per la tutela del singolo lavoratore ma anche per la salvaguardia dell’istituto della famiglia.

 

 

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