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Lange avvia la smobilitazione

Cerutti (Cgil): «Così non si rispettano i lavoratori». Spostate alcune etichettatrici a Montebelluna. Sindacato spiazzato

Lange avvia la smobilitazione MOLLARO - Mentre i sindacati e la Provincia incontravano i rappresentanti della Lange per uscire dalla situazione di stallo, l'azienda dava mandato di trasferire alcune etichettatrici nello stabilimento di Montebelluna. A dare la notizia, indignato, il sindacalista della Cgil Mario Cerutti che non riesce a capacitarsi di questo modo di agire. «Mentre noi siamo al tavolo della trattativa - attacca Cerutti - per trovare un compromesso l'azienda decide, senza nessuna comunicazione, di trasferire dei macchinari. Ora so benissimo che delle etichettatrici in sé non hanno un peso rilevante, ma è il messaggio che si lancia che è avvilente. Non si tengono minimamente in considerazione le agitazioni di queste ultime settimane e non si rispettano i lavoratori. Già questa mattina alcuni di loro non avendo la macchina con la quale lavoravano, hanno dovuto stare con le braccia incrociate». Cerutti ha chiesto immediatamente un incontro con il responsabile il quale però fino a lunedi risulta in ferie. «È evidente - tuona il sindacalista - che se entro lunedì non avremo risposte chiare e certe, siamo pronti ad una nuova agitazione». Una situazione quindi esplosiva che vede i sindacati e la Provincia correre su un filo. Infatti l'azienda ha chiesto garanzie sulla produttività dello stabilimento fino a novembre, ed entro quella data le parti devono trovare un accordo sulla cassa di integrazione straordinaria (che deve essere richiesta dall'azienda) e sulla possibile cessione del marchio e dello stabilimento che consentirebbe ad un nuovo soggetto (la cordata trentino-veneta?) di continuare con l'attività, salvaguardando il posto ai lavoratori della Lange. I tempi stretti, da qui a novembre, rischiano però di rendere la situazione più difficile di quanto già sia e questi primi segnali denotano un'incrinatura nei rapporti fra azienda e sindacati, o quanto meno una mancanza di comunicazione. I sindacati sembrano aver capito l'antifona e sanno di poter contare su un potere contrattuale a termine, fino appunto a novembre, quando la richiesta di produttività dello stabilimento cesserà. «Siamo pronti - conferma Cerutti - ad ogni iniziativa a partire da lunedì. Dopo l'incontro al tavolo della trattativa ci saremmo aspettati una comunicazione da parte dell'azienda». Anche Corrado Dalvit della Cisl è preoccupato ed amareggiato. «L'azienda - ricorda Dalvit - si era impegnata, c'è un verbale che lo attesta, nel portare avanti la produzione fino alla fine dell'anno e di cominciare con la dismissione dei macchinari a partire dal 2007. Se invece si comincia a trasferirli, è evidente che l'accordo sottoscritto non viene mantenuto e dopo l'incontro dell'altro giorno ci saremmo aspettati almeno una comunicazione sullo spostamento di questa mattina che ha generato nei lavoratori disorientamento». Anche Dalvit specifica che entro lunedì è necessario avere un aggiornamento sui reali intendimenti dell'azienda. La paura, e Dalvit conferma, è che un graduale trasferimento dei macchinari, prima della fine dell'anno, possa far perdere potere contrattuale ai sindacati e alla Provincia sia sulla cassa integrazione sia, soprattutto, sulla trattativa per la cessione del marchio e dello stabilimento. Tradotto: di quanto aumenta il prezzo del marchio e dello stabilimento con i macchinari già trasferiti ed attivi in Veneto? Lunedi Cerutti e Dalvit, indirettamente, cercheranno di capirlo. An. Lo.

 

 

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