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“Rivedere gli incentivi per i cantieri veloci”

Per Bertolini (FILLEA CGIL) accelerare la consegna aumenta i carichi di lavoro. E la Provincia premia il ritardo delle gallerie di Piedicastello.

“Rivedere gli incentivi per i cantieri veloci” “La pratica degli incentivi per l'accelerazione dei cantieri va modificata”. È il commento di Massimo Bertolini, segretario del sindacato degli edili FILLEA CGIL, alla notizia della proroga ai lavori della variante di Piedicastello e dell'assegnazione alla ditta Lauro di un premio massimo di 1,1 milioni di euro nel caso l'impresa consegni l'opera in anticipo. Un caso curioso in quanto il premio “di accelerazione” verrà assegnato su un'opera che subirà – non per colpa dell'impresa, ma per un difetto di progettazione – un ritardo di un anno e mezzo. La preoccupazione del sindacalista riguarda in primo luogo il rispetto delle norme che tutelano la salute dei lavoratori. “La sicurezza nei cantieri è messa a rischio da ritmi di lavoro eccessivi, come dimostrano i tragici infortuni degli ultimi mesi. Ma l'aumento degli orari è spesso provocato anche dal miraggio dei premi.” Per questo Bertolini propone che nella prossima legge sugli appalti gli incentivi vengano effettivamente legati all'assunzione di ulteriore manodopera in cantiere evitando così un insostenibile aumento del carico orario dei lavoratori. Resta inoltre il problema dei costi delle opere pubbliche. A forza di varianti in corso d'opera la spesa per le gallerie di Piedicastello è lievitata di ben il 30 per cento passando da 27,5 a 37,5 milioni di euro. E manca ancora un anno e mezzo alla conclusione dei lavori. Il sindacato a questo proposito chiede maggiore vigilanza da parte della Provincia per contenere i costi delle opere pubbliche.

 

 

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