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Lona Lases, ennesimo tragico infortunio sul lavoro

Bertolini (FILLEA CGIL): “I lavoratori stanno pagando un prezzo insostenibile"

Lona Lases, ennesimo tragico infortunio sul lavoro“La morte di Claudio Pisetta ripropone in tutta la propria drammaticità la questione della sicurezza nei cantieri edili. Da tempo denunciamo una grave mancanza di attenzione alle norme di sicurezza nei cantieri. Gli infortuni mortali sul lavoro nella nostra provincia, nonostante il calo degli ultimi anni, rappresentano un prezzo troppo alto per i lavoratori trentini.” È questo il commento di Massimo Bertolini, segretario generale degli edili della FILLEA CGIL dopo il tragico infortunio mortale a Lona Lases. “Le cause di questa situazione sono molteplici” continua Bertolini. “Non difetta solo la cultura della sicurezza, ma si tratta anche di una cattiva organizzazione del lavoro all'interno dei cantieri. L'elevato turn over degli operai, la frammentazione delle aziende che operano nello stesso cantiere, le ridotte dimensioni delle imprese non garantiscono la tutela dei lavoratori poiché limitano le opportunità di formazione degli addetti e rendono spesso ingestibili i luoghi di lavoro sotto il profilo della sicurezza.” Lo confermano anche i dati forniti dalla Cassa Edile. Il turn over degli addetti dell'edilizia è alto: sui 15.862 operai edili impiegati in provincia nel 2005, solo il 49% ha lavorato almeno 10 mesi e ben il 25% è stato impiegato per meno di tre mesi. Nel 1993 gli addetti erano poco meno di 12.500 con il 20% che lavorava massimo tre mesi e il 55% tra i 10 e i 12 mesi. Insomma, il turn over aumenta. Inoltre sempre nel 2005 il 9,3% degli operai ha cambiato ditta almeno una volta. Infine c'è il dato sul dimensionamento delle imprese. Gli addetti che lo scorso anno hanno lavorato per le ditte artigiane – per lo più imprese piccole o piccolissime, se non addirittura individuali - sono stati 6.875, il 43% del totale. Bertolini conclude ricordando il calo dei controlli da parte delle autorità preposte. “La diminuzione delle attività ispettive è anomala e ingiustificata. Ed è ancor più odiosa perché si traduce indirettamente in un danno per i lavoratori che non vedono tutelato l'inalienabile diritto alla salute.” Recentemente il direttivo della CGIL del Trentino, in un ordine del giorno, ha riaffermato la necessità di interventi straordinari per la tutela dei lavoratori e la corretta gestione dei cantieri. In particolare la CGIL chiede: 1. un rinnovato impegno da parte dell'ente pubblico e delle associazioni imprenditoriali prevedendo iniziative mirate di tutela e formazione verso le fasce di lavoratori più colpite (in primo luogo gli immigrati e i lavoratori autonomi senza dipendenti) e i rischi più rilevanti (infortuni neri cantieri edili, sulla strada, cadute dall’alto, ecc.); 2. il potenziamento delle attività ispettive e una più efficace integrazione tra i soggetti preposti alla sicurezza e al contrasto del lavoro irregolare; 3. la revisione della legge provinciale 26/1993 sugli appalti pubblici, già in fase di discussione, con l'estensione del principio dell'offerta economicamente più vantaggiosa; 4. l'applicazione in Trentino del Documento unico di regolarità contributiva (DURC), per certificare l'assenza di lavoro sommerso; 5. l'approvazione in tempi brevi del disegno di legge n. 164 per la prevenzione delle cadute dall'alto. In questo momento di lutto e dolore, la CGIL del Trentino esprime tutto il proprio cordoglio e testimonia la propria vicinanza umana alla moglie e ai tre figli di Claudio Pisetta.

 

 

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