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Contratto Sanità pubblica, si vada verso una proposta unitaria

Appello della Funzione pubblica in vista del primo confronto con Apran e il dirigente Ruscitti in programma tra una settimana

Sono oltre settemila i dipendenti del comparto della sanità pubblica che in Trentino aspettano il rinnovo del contratto. L’ultimo è stato firmato nel 2007, il solo rinnovo della parte economica risale invece al dicembre 2016, peraltro già scaduto. Tra una settimana, il 17 maggio, si aprirà il confronto in sede Apran con il nuovo dirigente Ruscitti. Un avvio di un nuovo percorso negoziale che, per la Funzione pubblica della Cgil, è fondamentale e, in quanto tale, richiederebbe un fronte compatto tra i sindacati. “Dopo mesi di discussioni che non hanno prodotto purtroppo alcun risultato – anche per responsabilità delle organizzazioni sindacali - è indispensabile che tutte le sigle sindacali rappresentative trovino una sintesi tra le varie posizioni al fine della migliore salvaguardia dei punti che stanno maggiormente a cuore ai lavoratori”, spiega Gianna Colle che per la Fp segue il comparto.

Il nodo principale continua naturalmente ad essere l’equa distribuzione delle risorse già finanziate negli anni precedenti che ammontano complessivamente a circa 10 milioni di euro: su questo punto Fp Cgil ribadisce l’assoluta disponibilità a convergere su un’ipotesi che tenga conto delle varie professionalità presenti in Azienda, pur nella distinzione delle rispettive responsabilità e competenze, al fine di ristorare tutto il personale che ha subito il lungo periodo di blocco salariale.


Sul piano normativo i punti su cui si attendono risposte sono il part time, le fasce, il riconoscimento delle indennità a compensazione dei disagi lavorativi, la pronta disponibilità e l’erogazione del trattamento di fine rapporto che, a differenza di quanto avviene in PAT, non viene erogato alla conclusione del rapporto di lavoro e per il quale si è chiesto la costituzione di un apposito Fondo.

“C’è anche la partita dell’adeguamento del contratto provinciale alle norme nazionali in tema, ad esempio, dei congedi parentali, tempi determinati etc., oltre al fondamentale avvio di un processo di omogenizzazione dei trattamenti normativi ed economici con il contratto delle autonomie locali per il quale Fp Cgil ha più volte sollecitato il reperimento di adeguate risorse”, conclude Gianna Colle.

Infine la partita del rinnovo per il triennio 2019/2021 per il quale, al pari degli altri comparti della p.a trentina, non sono ancora state stanziate le risorse: occorre pertanto certezza e congruità delle stesse già in sede di assestamento di bilancio, come lo stesso presidente Fugatti ha più volte ripetuto.

Per questi motivi, al fine di giungere a ipotesi concretamente praticabili nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori oltreché per la qualità ed efficienza dei servizi, il sindacato di via Muredei ribadisce la proposta di un incontro tra tutte le sigle sindacali per produrre una sintesi comune.




Trento, 9 maggio 2019

 

 

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