NEWS

Crisi coop La Sfera, pagano i lavoratori

La denuncia dei sindacati: taglio delle tredicesime e di altre competenze

La cooperativa La Sfera non naviga in buone acque e a pagarne il conto sono i 250 addetti. Lo denunciano Flai, Fp e Filcams del Trentino, le categorie sindacali che seguono questi lavoratori e queste lavoratrici. I soci lavoratori hanno subito un taglio delle tredicesime, dei Rol e di altre competenze, mentre diversi addetti, anche su sollecitazione della Coop, si sono dimessi. Altri sono stati licenziati con motivazioni che al sindacato appaiono "pretestuose". Sembra che l'unico obiettivo della coop sia quello di tagliare il costo del lavoro.

Una gestione aziendale - quantomeno non all’altezza - della Cooperativa sociale La Sfera sta producendo una situazione di crisi evidente le cui conseguenze sono tutte riversate sulle lavoratrici e sui lavoratori, soci e non soci, e sulla qualità ed effettività dei servizi che la stessa ha in affidamento/appalto.

Pur in assenza del bilancio consuntivo 2018, non ancora approvato, è stato anticipato in un incontro sindacale del 5 febbraio scorso presso la Federazione delle Cooperative che si chiuderà in forte perdita e, nella stessa sede, si è parlato di un piano di risanamento già affidato a non meglio precisate figure esterne, nel caso specifico un “affiancatore”.


Intanto le uniche iniziative che la Cooperativa sta promuovendo con estrema determinazione sono quelle per il taglio dei costi del lavoro, riducendo gli stipendi dei soci lavoratori, riducendo il personale attraverso dimissioni “volontarie” o licenziamenti per motivazioni che appaiono del tutto pretestuose o illegittimi.


La richiesta di costituire un tavolo per affrontare la crisi, così come richiesto dalle OO.SS. durante l’ultimo incontro, senza assumere azioni unilaterale in relazione all’organizzazione del lavoro e sulla gestione del personale non è stata accettata, con conseguente aumento delle difficoltà e dei disagi delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, che rischiano il posto di lavoro.


Si tratta di circa 250 addetti, distribuiti nei vari settori di cui si occupa la Cooperativa, dalle pulizie, custodia al verde. Parliamo anche in questo caso di un datore di lavoro che, in qualità di Cooperativa Sociale e di produzione lavoro operante sul territorio trentino, dovrebbe avere ben altro atteggiamento nei confronti dei propri addetti e corrette modalità relazionali con i sindacati, e non replicare le modalità spicce dell’impresa privata, promuovendo inaccettabili licenziamenti camuffati da motivi disciplinari. Con conseguenze anche sul fronte dell’operatività in appalti pubblici dove la riduzione delle condizioni contrattuali unilaterali pongono seri dubbi di legittimità visto che erano state vinte le gare formalizzando il rispetto dei CCNL di settore.


Vale la pena ricordare che alcuni di questi lavoratori e lavoratrici sono stati assunti attraverso un percorso di inserimento lavorativo perché persone che riscontravano delle difficoltà o delle debolezze sociali con l’obbiettivo di consolidarne la crescita, l’inserimento sociale, la formazione, oltre che usufruendo delle particolari norme di favore per il regime fiscale di cui gode la cooperazione sociale.

E’ urgente e necessario che la Presidenza della Federazione delle Cooperative intervenga, a tutela e salvaguardia del valore che le cooperative sociali e di produzione lavoro rappresentano nel nostro territorio, costituendo un tavolo di confronto per affrontare insieme le ragioni della crisi e tutelando soci e lavoratori addetti. Come anche non può risultare assente l’Ente Pubblico nella qualità di stazione appaltante dei servizi.


Nel frattempo, esamineremo e agiremo tutte le iniziative necessarie per la tutela degli addetti.

 

 

TORNA SU