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Finanza pubblica, serve un confronto con le parti sociali

I sindacati stigmatizzano l'assenza di dialogo sulla manovra finanziaria e chiedono ancora che gli eventuali risparmi sull'assegno unico siano reinvestiti in welfare

L’inserimento del vincolo dei dieci anni di residenza in Italia per l’accesso alla quota A dell’assegno unico ha sicuramente un impatto significativo sulla finanza pubblica locale, producendo risparmi di risorse che, ad oggi, non è ben chiaro dove verranno allocate all’interno del bilancio provinciale. Questa ed altre misure inserite nel disegno di legge che accompagna la variazione di bilancio, rendono il provvedimento in discussione in Consiglio una piccola manovra finanziaria. Spiace quindi dover prendere atto che la Giunta, sull’impianto di queste scelte di bilancio, non abbia voluto attivare alcuna forma di dialogo con le rappresentanze del mondo del lavoro e delle imprese.

Confidiamo che il governo provinciale apra al più presto un confronto almeno sulla predisposizione dell’assestamento di bilancio che dovrà disporre stanziamenti adeguati in primo luogo alle politiche del lavoro, risorse che ad oggi sono disponibili sono in minima parte e non coprono che i mesi più ravvicinati.
Ribadiamo inoltre che i risparmi che verranno a crearsi sul fronte dell’assegno unico in virtù dell’avvio del reddito di cittadinanza statale, debbono essere reinvestiti nel sistema di welfare provinciale, in particolare nel potenziamento dei servizi per l’impiego, per la conciliazione famiglia-lavoro e per l’assistenza a partire da quella per le persone anziane e non autosufficienti. Per noi i servizi di welfare sono infatti un investimento cruciale perché creano occupazioni qualificate e danno risposte concrete alle diverse esigenze delle famiglie liberando nuove energie per il lavoro.



Trento, 5 febbraio 2019

 

 

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