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Reddito di cittadinanza, emendamento strada giusta per coordinare la misura agli strumenti provinciali

Cgil Cisl Uil: preoccupazione per l'ipotizzata riduzione dei beneficiari. No ai dieci anni di residenza.

“La strada dell'emendamento per coordinare il reddito di cittadinanza con l'assegno unico è quella giusta. Ci auguriamo che la giunta provinciale segua con determinazione questa direzione per raggiungere un risultato che andrà a vantaggio della nostra comunità, facendo salve le prerogative della nostra Autonomia”. Cgil Cisl Uil del Trentino giudicano positivamente il pressing che Piazza Dante sta mettendo in atto per arrivare ad un integrazione tra la misura nazionale varata dal Governo e i provvedimenti di sostegno al reddito trentini. “Già con il Rei la precedente giunta provinciale si era mossa a livello parlamentare per ottenere una previsione legislativa che armonizzasse lo strumento nazionale con quello locale, riuscendoci – ricordano i tre segretari generali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. In Trentino il sistema di misure di sostegno al reddito è complesso e articolato, non è solo il reddito di garanzia, dunque è indispensabile trovare un punto di equilibrio. Quanto dichiarato dall'assessore Spinelli ci fa ben sperare”.

Le organizzazioni sindacali, però, non nascondono al contempo la preoccupazione sull'attuazione della misura nazionale. “C'è un rischio più che fondato che l'adozione del reddito di cittadinanza così com'è, senza un'integrazione delle risorse da parte della giunta provinciale, porti ad una drastica riduzione del numero di beneficiari – sottolineano i tre sindacalisti -. In particolare ci preoccupa l'idea che si possano ridurre i beneficiari innalzando gli anni di residenza. Restiamo fermamente contrari all'ipotesi di imporre i dieci anni di residenza, criterio per noi discriminante e ingiusto e che con molta probabilità non reggerà all'esame della giurisdizione europea, probabilmente neanche della stessa Corte costituzionale. Il Trentino, per quanto ci riguarda, deve da subito superare questo criterio. Allo stesso modo ci sono nello strumento nazionale delle storture di funzionamento che vanno corrette a livello locale. Restiamo convinti che un eventuale risparmio di risorse non dovrà avvenire riducendo la platea dei percettori”.





Trento, 31 gennaio 2019

 

 

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