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Accoglienza, subito a rischio una dozzina di posti di lavoro

Croce Rossa decide di non subentrare nella gestione della residenza Fersina. Diaspro: “Situazione paradossale, di cui faranno le spese i lavoratori”

“Mentre apprendiamo la volontà del presidente Fugatti di destinare le competenze del Cinformi ai soli trentini, sostenendoli nella ricerca del lavoro, prendiamo anche atto del fatto che dal 1° febbraio per decisione di questa giunta provinciale più di dieci lavoratori della cooperativa Kaleidoscopio, oggi impegnati alla residenza Fersina, resteranno senza lavoro. La Croce Rossa, infatti, ha oggi declinato l'invito della Provincia a subentrare alla cooperativa trentina. E' una situazione paradossale, di cui faranno le spese i lavoratori e le lavoratrici”. Lo dice il segretario generale della Funzione pubblica Cgil, Luigi Diaspro commentando con preoccupazione quanto sta accadendo nel sistema di accoglienza trentino. “Evidentemente a nulla sono valsi i nostri inviti a Piazza Dante per gestire questa delicatissima fase con tutti i tempi necessari, cercando di tutelare i lavoratori e le persone che godono dei servizi. Evidentemente, invece, per Piazza Dante era più importante fare in fretta, per dimostrare zelo ed efficienza in questa partita dello smantellamento del sistema di accoglienza trentino. Una scelta politica che creerà solo maggiore insicurezza nella nostra comunità, che continuerà ad alimentare rancore al solo scopo di incassare consenso”.
Nel merito ieri con una determina dirigenziale la Provincia ha chiesto la disponibilità a Croce Rossa italiana di subentrare, con affidamento diretto, nella gestione dei servizi presso la residenza Fersina, che fino al 31 gennaio sono gestiti dalla cooperativa Kaleidoscopio in regime di proroga.
La Provincia, facendo marcia indietro rispetto a quanto stabilito il 21 dicembre in un'altra delibera, dà a Croce Rossa carta bianca sulla scelta delle clausole sociali da applicare per il personale. “Nonostante tanta magnanimità Croce Rossa declina comunque l'invito”, sottolinea Diaspro.
La ragione è semplice. Croce Rossa aveva due strade o assumere tutto il personale di Kaleidoscopio, come prevede il comma 4 dell'articolo 32 della legge provinciale 2/2016, oppure scegliere di avviare una concertazione preventiva con i sindacati per individuare quali di queste risorse umane tenere (comma 2). “Peccato che per questa seconda opzione non ci sono i tempi tecnici previsti dalla norma e, dunque, la situazione è bloccata”.
Diaspro punta l'accento sul personale. “Siamo in una situazione di caos, non è chiaro in questo momento cosa intende fare la Provincia. L'unica certezza è che il 1° febbraio non si sa cosa accadrà e che i lavoratori resteranno inoccupati”. Il segretario della Funzione pubblica dunque incalza il presidente Fugatti sul tavolo di confronto per la gestione degli esuberi. “Ci auguriamo che la solerzia e la fretta che Piazza Dante sta dimostrando nello smantellamento del sistema accoglienza sia confermata anche per l'attivazione del tavolo di tutela dell'occupazione. Se no questi lavoratori saranno solo i primi dei 140 che restano di restare a casa”.


Trento, 24 gennaio 2019







 

 

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