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REGALO DI NATALE: DISOCCUPAZIONE E INTOLLERANZA

Tanto tuonò che piovve: con una tempestività degna di miglior causa il Presidente Fugatti si appresta a smantellare anche in Trentino il sistema di accoglienza che ha consentito in tutti questi anni un processo virtuoso di concreta presa in carico e integrazione di migranti e richiedenti asilo, gestiti in piccole strutture da operatori professionali. La conseguenza è qualche centinaia di lavoratori del settore che, per la maggior parte, saranno lasciati a casa, andando ad ingrossare l’esercito dei disoccupati. Conseguenza ben chiara alla Giunta, che tuttavia non pare preoccuparsene più di tanto. Le chiusure di Cinformi, con il taglio del 50% dei servizi, e del Centro di Marco, la soppressione dei corsi di lingua italiana, del supporto psicologico e di orientamento al lavoro produrranno almeno il 45 - 50% di disoccupati nel settore, costituito da giovani in larga parte laureati, con formazione specifica, che difficilmente troveranno riallocazione in altri ambiti delle stesse Cooperative ed Enti spesso costituiti da una decina di dipendenti in tutto. Il tutto senza alcuna interlocuzione con i Sindacati, cui illustrare le misure in cantiere e trovare soluzioni alla perdita di posti di lavoro. Sono state più volte convocate dal Presidente Fugatti Cooperative ed Enti interessati ma non le Organizzazioni Sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori, sui quali ricadono in concreto le conseguenze dei provvedimenti annunciati. E’ per questo che diciamo: NON SI TRATTA DI LAVORATORI DI SERIE B. Se la politica interviene - com’è giusto e doveroso - per scongiurare nel territorio perdite di posti di lavoro nel terziario o nel manifatturiero non può, nel caso del sistema di accoglienza, non solo produrre direttamente disoccupazione nel settore, per precisa scelta politica, ma neppure non convocare in via di assoluta urgenza i rappresentanti dei lavoratori interessati. Respingiamo con forza questo atteggiamento gravemente lesivo della dignità di questi lavoratori, e chiediamo di concertare misure concrete e urgenti per la prosecuzione dei rapporti di lavoro. Per questo motivo Fp Cgil e Fisascat Cisl del Trentino hanno organizzato un presidio per giovedì 27 dicembre dalle ore 10.00 in Piazza Dante sotto il Palazzo PAT, cui parteciperanno i lavoratori interessati e cui sono invitati cittadini e soggetti della società civile che condividono un’idea di governo del fenomeno migratorio diversa da quello sancita con il Decreto Sicurezza, cui sta a cuore un sistema di accoglienza basato sull’integrazione capace di prevenire tensioni e conflitti sociali, che si oppongono a scelte politiche che sul territorio producono disoccupazione e precarietà del lavoro giovanile.

 

 

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