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Disdetta Sait, i sindacati chiedono alla politica di prendere posizione

Incontro in Consiglio provinciale. “Si decida da che parte stare, o con i lavoratori o con chi ha prodotto questi problemi a danno dei dipendenti”

Disdetta Sait, i sindacati chiedono alla politica di prendere posizione

“Nella vicenda Sait la politica deve dare un segnale chiaro, scegliendo da che parte stare o con i lavoratori o con i vertici del Consorzio che hanno prodotto i problemi di gestione e poi hanno tentato di risolverli prima con i licenziamenti e poi con le disdette contrattuali”. E' questa la richiesta che oggi Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno messo sul tavolo del Consiglio provinciale, incontrando il presidente Walter Kaswalder, l'assessore alla Cooperazione Mario Tonina e diversi consiglieri provinciali di maggioranza e opposizione.

Una richiesta forte a cui, però, l'assessore competente ha risposto in modo alquanto timido prendendo tempo e assicurando che le problematiche dei lavoratori Sait saranno portate all'attenzione della giunta già alla prossima riunione.

I sindacati e i lavoratori, da parte loro, si sarebbero aspettati qualcosa in più. “Sait ha deciso di far pagare le proprie inefficienze di gestione ai lavoratori – hanno sottolineato i tre segretari Roland Caramelle, Lamberto Avanzo e Walter Largher -. In questa vicenda quel che è sempre più evidente è che Sait non agisce in coerenza ai valori cooperativi e che mettono al centro il valore del lavoro. Con i propri dipendenti si sta comportando anche peggio di una normale azienda privata. Il tutto mentre la Federazione sceglie di non prendere posizione. Di fronte a questo le forze politiche non possono restare indifferenti, anche dopo le prese di posizione che alcune di loro hanno assunto a fianco dei lavoratori nei mesi scorsi”.

I sindacati hanno sottolineato, ancora una volta, la gravità della disdetta contrattuale, sia nel merito perché i lavoratori avranno da gennaio buste paghe decisamente più leggere, sia nel metodo che di fatto non riconosce il valore delle relazioni sindacali. “In tutto ciò non ci è stato detto qual è la motivazione che sta alla base della disdetta del contratto integrativo visto che Sait chiuderà il bilancio 2018 con un utile considerevole e visto che questa operazione avviene dopo un'operazione di “cosiddetta riorganizzazione” che ha tagliato 80 posti di lavoro”, hanno rimarcato i rappresentanti dei lavoratori.

Le tre sigle hanno posto l'accento anche sulla situazione di criticità che stanno affrontato anche altre realtà collegate a Sait, come i Superstore e la Coop Alto Garda. “Ci sono più motivi per prendere in mano la situazione e cercare di ottenere quanto meno chiarezza per questi lavoratori”.

In conclusione hanno chiesto alla Giunta provinciale di sollecitare il Servizio Ispettivo perché faccia chiarezza su un'eventuale uso improprio della cassa integrazione. “Abbiamo sollecitato più volte l'esito di queste verifiche, motivate dal dubbio che Sait abbia usato in modo non corretto la cassa integrazione. A distanza di parecchi mesi dalla conclusione della cassa integrazione, nessuna risposta”.


Trento, 18 dicembre 2018

 

 

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