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Terziario, firmato il contratto integrativo provinciale

Soddisfazione dei sindacati: “E' il primo accordo integrativo con Confcommercio in Trentino, ma rappresenta un punto di partenza per altri settori”. Migliori condizioni economiche per 40mila lavoratori del settore

Terziario, firmato il contratto integrativo provinciale

E' stato firmato questa mattina da Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs con Confcommercio il primo contratto integrativo provinciale per il comparto terziario. L'accordo riguarda 40mila addetti in tutta la provincia e 22mila aziende. “Un accordo storico” per i segretari provinciali delle tre categorie, Roland Caramelle, Lamberto Avanzo e Walter Largher che da anni lavorano a questa intesa “che rappresenta comunque per noi non un punto di arrivo, ma un importante punto di partenza per aprire nuovi tavoli di contrattazione integrativa negli altri comparti, come il turismo e il multiservizi”.

Fino a questo momento era stato siglato solo un contratto nel 1986 per l'indennità di malattia con Confcommercio; intesa peraltro disdettata dall'associazione di categoria. Da qui la soddisfazione dei sindacati. “Quella di oggi è la dimostrazione che si possono costruire anche tra le difficoltà buone relazioni industriali. Abbiamo trovato una sintesi che porta anche aumenti fissi nelle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici”, sottolineano i tre segretari facendo notare come sulla quota fissa, al contrario, si stia proprio giocando un duro braccio di ferro con Sait che ha disdettato l'integrativo aziendale.

Nel dettaglio quello di questa mattina è un accordo quadro che comprende intese specifiche su alcuni punti.

La prima riguarda la maggiorazione domenicale e festiva, sei giornate in tutto, per dicembre: ai lavoratori verrà riconosciuta una maggiorazione del 60 per cento. Si tratta di un accordo con valenza retroattiva, a partire dal 1° dicembre di quest'anno. Sindacati e Confcommercio hanno inserito nell'accordo anche una presa di posizione politica in cui dicono no alle aperture festive illimitate e chiedono che la loro regolamentazione torni in capo ai territori, modificando l'attuale legge nazionale.

C'è poi l'intesa sul premio di produttività: ai lavoratori verranno riconosciuti almeno 250 euro lordi annui al raggiungimento di precisi obiettivi, tra cui premio presenza, fatturato etc.. Il premio legato agli obiettivi, così come previsto dalla normativa, avrà una tassazione agevolata aumentando il vantaggio economico per i lavoratori. Questa parte di salario sarà corrisposta a marzo 2020 per l'annualità 2019.


L'ultimo accordo è quello relativo al riconoscimento della stagionalità anche per le imprese del commercio che operano in comuni ad alta attrattività turistica. “E' un punto importante che ci permette di tutelare i lavoratori a tempo determinato, che di fatto operano come stagionali – spiegano i sindacalisti - e che in base a quanto previsto dal decreto Di Maio si troverebbero disoccupati dopo 12 mesi di contratto. Ne hanno un vantaggio anche le aziende che possono contare su un rapporto di lavoro che valorizza la professionalità e l'esperienza degli operatori. I lavoratori hanno tutele occupazionali e un riconoscimento economico”.

Per questi dipendenti è prevista anche una maggiorazione del 6% della paga lorda oraria.

Questi criteri non si applicano ai comuni lungo l'asta dell'Adige, che non rientrano tra quelli ad alta attrattività turistica e dunque non hanno un'attività stagionale, per evitare abusi a danno dei lavoratori.

L'accordo ha una durata triennale a partire dal 1° gennaio del 2019.

Trento, 7 dicembre 2018

 

 

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