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Fiom Cgil: giudizio negativo sul Dpef

Direttivo dei metalmeccanici alla sala Gabardi. “Campagna di mobilitazione contro la precarietà”

Fiom Cgil: giudizio negativo sul DpefIl Comitato Direttivo della Fiom Cgil del Trentino, riunitosi in data odierna, esprime un primo giudizio negativo su quanto sinora esplicitato dal Governo sulla Finanziaria. Dopo una prima manovra che, pur tra contraddizioni e limiti, pare indirizzata verso una politica di equità sociale, quanto annunciato sul Dpef va in un’altra direzione. I ventilati e non precisati tagli alla spesa pensionistica, sanitaria, degli Enti Locali, nell’impiego pubblico, prefigurano una riduzione inaccettabile della spesa e delle prestazioni sociali che contraddice ogni progetto di risanamento con giustizia. La Fiom ritiene che sia necessaria un’altra impostazione per il risanamento del debito pubblico che parta dalla necessità di non frenare la ripresa economica e di agire con una redistribuzione del reddito e della ricchezza. Per questo occorrono tempi più lunghi dei pochi mesi della manovra da 35 miliardi di euro. E’ necessario ricontrattare con le sedi europee i tempi di rientro del deficit, in maniera da far sì che le misure strutturali di lotta all’evasione fiscale e di tassazione sulle rendite e sui grandi patrimoni facciano il loro effetto. La Fiom sottolinea criticamente la scelta del Governo di procedere alla riduzione di 5 punti sul costo del lavoro. E’ questa una misura costosa e che non affronta i reali problemi di competitività del paese, che non sono certo determinati dal costo del lavoro di fatto oggi tra i più bassi in Europa. In ogni caso, interventi sul costo del lavoro possono essere solo selettivi, privilegiando il lavoro a tempo indeterminato, riducendo il fiscal drag sulle buste paga e senza intaccare la contribuzione pensionistica. La Fiom condivide le valutazioni espresse da Cgil, Cisl e Uil sui tassi di inflazione programmata definiti dal Governo. In ogni caso, però, la Fiom ritiene non più attuabile una politica salariale solamente incentrata e definita sui soli tassi di inflazione programmata. Come da mandato congressuale, la Fiom ribadisce che i rinnovi contrattuali dovranno essere effettuati sulla base di un’autonoma valutazione sindacale sia dei livelli di inflazione, sia sulla capacità di generare e redistribuire ricchezza nei vari comparti produttivi. La Fiom assume l’impegno della campagna “Stop Precarietà Ora” a organizzare un movimento per l’abrogazione delle leggi 30, Bossi-Fini, Moratti e per una nuova legislazione sul lavoro, sulla scuola e sui diritti sociali. La Fiom conferma l’impegno congressuale di dare avvio già con settembre alla preparazione, assieme a Fim e Uilm, del rinnovo del Contratto nazionale, in modo da poter presentare la piattaforma almeno 3 mesi prima della scadenza formale del Contratto e cioè entro febbraio-marzo 2007. E’ necessario accompagnare il rinnovo del Contratto nazionale con un ulteriore sviluppo della vertenzialità aziendale che, in particolare, affronti i temi della condizione di lavoro. Per sviluppare il confronto sui temi della condizione di lavoro, la Fiom darà avvio a settembre all’inchiesta di massa così come deciso nell'ultimo Congresso. Tale iniziativa dovrà vedere coinvolte tutte le strutture e tutta l’organizzazione della Fiom. Per dare avvio al confronto e all’iniziativa della Fiom in questa fase, verranno convocate in tutte le realtà territoriali da qui alla fine di settembre assemblee territoriali dei delegati nelle quali verranno affrontati i principali temi dell’iniziativa sindacale, sia a livello generale, che di categoria, che di luoghi di lavoro. 14 luglio 2006

 

 

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