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Luigi Diaspro è il nuovo segretario generale della Fp Cgil del Trentino

Raccoglie il testimone da Giampaolo Mastrogiuseppe

Luigi Diaspro è il nuovo segretario generale della Fp Cgil del Trentino

L’undicesimo congresso della Fp Cgil del Trentino segna il passaggio di consegne nel ruolo di segretario generale: dopo 8 anni di impegno, Giampaolo Mastrogiuseppe passa il testimone a Luigi Diaspro.

Il segretario uscente ha tracciato un articolato bilancio del suo mandato, per poi allargare il ragionamento al ruolo, anche politico e culturale, della Cgil a livello locale e nazionale. Ha ricordato i risultati ottenuti con le istituzioni provinciali, con cui si è raggiunto «un livello di interlocuzioni senza precedenti». Ha, al contrario, criticato l’attuale governo nazionale le cui misure proposte, flat tax e reddito di cittadinanza, rischiano di portare abbassamento di servizi e retribuzioni reali.

Luigi Diaspro, nel corso dei suoi interventi ha avuto modo di analizzare la situazione attuale e di proporre i propri obiettivi per il futuro. Tra gli argomenti più importanti, la necessità di riaffermare la dignità del lavoro pubblico dopo anni di politiche spesso contrarie ai lavoratori e favorevoli alle imprese, accompagnate da annunci di sistemi sempre più invasivi di controllo e svilimento dei dipendenti pubblici, dai tornelli ai controlli biometrici per restare a quelli più eclatanti.

Mastrogiuseppe ha ripercorso le tappe di un periodo molto impegnativo: «Per effetto dell’autonomia provinciale, i nostri contratti collettivi hanno pari dignità di quelli nazionali. Il lavoro si è reso particolarmente gravoso dal 2015, quando chiedemmo l’immediata riapertura dei tavoli, all’indomani della sentenza della Consulta che sancì la fine del blocco della contrattazione». I fronti, in tal senso, sono 14: 1 contratto collettivo delle autonomie locali, 2 accordo di settore della Provincia e degli enti strumentali, 3 accordo di settore di Comuni, Comunità di valle e Consorzi, 4 accordo di settore delle Apsp, 5 contratto dei direttori della Provincia, 6 contratto della dirigenza delle autonomie locali e dei segretari comunali, 7 contratto della sanità, 8 contratto della dirigenza medica e veterinaria, 9 contratto della ricerca pubblica provinciale, 10 contratto della Regione (che ha assorbito la Giustizia), 11 contratto delle fondazioni di ricerca privata, 12 il contratto dell’Appm, 13 contratto delle scuole musicali, 14 contratto del corpo permanente dei Vigili del fuoco.

Grandi i risultati nel contratto delle autonomie locali: nel 2016 l’accordo stralcio ha portato aumenti del 4% e una progressione fino all’ultima posizione retributiva allora prevista, la quarta. Con la seconda tranche, sottoscritta pochi giorni fa, ulteriori risultati economici e normativi oltre all’istituzione della quinta posizione.

Nella ricerca privata sono arrivati aumenti del 3%, miglioramenti del welfare, avvio di sistemi di progressione e stabilizzazione delle risorse per il salario di risultato. Non altrettanto bene la ricerca pubblica, dove si registra uno stallo che discrimina i ricercatori trentini e rispetto al quale il sindacato avvierà un contenzioso giudiziario. Nota dolente, seppur parziale visto che si registra un buon risultato economico, per i 7000 dipendenti dell’azienda sanitaria: «L’effetto distorcente di sindacati che rappresentano una sola delle 90 professionalità dell’azienda, non ci consente di distribuire circa 10 milioni». Tra i successi, le stabilizzazioni per circa 800 lavoratori pubblici entro il 2020, tema su cui anche la segretaria generale Susanna Camusso solidarizzò partecipando al gazebo». Qualche riflessione sulle sinergie sindacali, all’interno della Cgil e con le altre sigle confederali: Cisl e Uil. Particolari complessità si registrano coi sindacati autonomi e corporativi.

Nel suo sguardo d’insieme, Mastrogiuseppe ha sottolineato come la Cgil debba sempre affermare i propri valori. Tra i temi più sentiti quello dell’accoglienza e delle migrazioni, l’aborto e il femminicidio (in sala era presente una sedia a ricordare l’iniziativa “posto occupato”).

Sul reddito di cittadinanza: «L’obbligo di accettare il posto di lavoro proposto, potrebbe portare a un abbassamento del costo del lavoro stesso». Altrettanto critico il giudizio sulla flat tax, destinata a punire i redditi bassi con la riduzione delle spese detraibili». Ancora, preoccupazione per i “lavoratori dell’algoritmo” come i riders e la ferma condanna per «un insopportabile regalo agli evasori: sotto il nome di pace fiscale passa il condono».

Tra gli allarmi anche una propaganda che istiga a considerare il dipendente pubblico come super garantito e nullafacente oltre a una continua ricerca della disintermediazione nella contrattazione, con l’obiettivo di delegittimare i sindacati. Inoltre, «La pubblica amministrazione non può reggersi su organici prestati» il riferimento è chiaramente alle esternalizzazioni.

Nel concludere, il segretario ha sottolineato «Il grandissimo privilegio che ho avuto di guidare, per 8 anni, quella che ritengo la categoria più importante della Cgil» e ha ringraziato tutti gli interlocutori con cui si è rapportato durante il suo mandato: «Nonostante il dimezzamento delle agibilità sindacali nel pubblico impiego, abbiamo aumentato l’attività, con vertenze collettive e individuali, attività formative e tutto questo consolidando e migliorando lo stato patrimoniale. Ho potuto attingere alle competenze della Fp nazionale, ringrazio per la possibilità che ho avuto, di prendere consapevolezza dell’autonomia attraverso il confronto con Franco Ianeselli e Andrea Grosselli. Sono soddisfatto per aver affrontato positivamente una durissima stagione contrattuale che mi ha visto condurre personalmente o mettere il naso in quasi tutte le trattative, ma anche per le condizioni nelle quali passo la categoria a chi sarà chiamato a guidarla. So che non sarà facile, per cui a Luigi Diaspro vanno i miei più sinceri e affettuosi auguri».

FASI DI VOTO

Il congresso ha approvato il documento politico e le relazioni, ha quindi votato i delegati al congresso della Funzione pubblica nazionale, i delegati al congresso della Cgil del Trentino, il collegio dei sindaci revisori, il comitato direttivo e i rappresentanti dell’assemblea generale.

Quest’ultima si è immediatamente riunita e ha adottato il suo primo atto: l’elezione del nuovo segretario generale della Funzione pubblica Cgil del Trentino. La proposta, condivisa dalla Fp Cgil nazionale - presente in sala con Salvatore Chiaramonte - e dalla Cgil provinciale con Franco Ianeselli, convergeva sul nome di Luigi Diaspro, da tempo impegnato nei settori delle funzioni centrali (tra cui la Giustizia). Dopo il suo intervento programmatico il voto: 43 i sì, 1 astenuto e 1 contrario.

TRA GLI INTERVENTI

al Congresso ci sono stati quello del presidente della Provincia Ugo Rossi, del direttore del Sanifonds Alessio Scopa, per la Uil Fpl Marcella Tomasi, Giuseppe Pallanch per la Cisl Fp, Vincenzo Passerini con alcune riflessioni sulle migrazioni, Luca Comper per il dipartimento al personale della Provincia, Alessio Ravagni per il Consorzio dei Comuni, Massimo Giordani per l’Upipa. Ancora, gli interventi del segretario generale della Cgil trentina Franco Ianeselli e del segretario nazionale Fp Cgil Salvatore Chiaramonte. Molti gli interventi nella fase di dibattimento, conclusa dal saluto del sindaco di Riva del Garda Adalberto Mosaner.

LA FUNZIONE PUBBLICA RAPPRESENTA

i lavoratori di Provincia, Comuni, case di riposo, sanità, cooperative sociali, distaccamenti territoriali delle funzioni statali e altro ancora. La sua operatività si estende dunque capillarmente su tutto il territorio provinciale, in centinaia di posti di lavoro. Non a caso, il congresso della “Fp” è, nella Cgil, quello con più delegati: ben 155, eletti nelle 80 assisi territoriali che hanno coinvolto 4.700 lavoratori. Durante gli incontri, i lavoratori e le lavoratrici della categoria hanno anche discusso i documenti congressuali nazionali, “Il Lavoro è” che ha come prima firmataria la segretaria Susanna Camusso e “Riconquistiamo tutto!” che ha come prima firmataria Eliana Como. Il 94% dei votanti si è espresso a favore del primo documento: “Il Lavoro è”.

 

 

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