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Intervento 19, nuovo contratto per 2150 addetti

Buono pasto direttamente in busta paga e quattro ore di permessi retribuiti. Sindacati: migliorate le condizioni di questi lavoratori sul piano economico e normativo”

A cinque anni dalla scadenza è stato rinnovato il contratto per i lavoratori e le lavoratrici dell’Intervento 19. Si tratta di circa 2150 lavoratori svantaggiati, stabilmente impiegati all'interno dei progetti attivati tra Agenzia del lavoro ed enti, nell’ambito dei lavori socialmente utili. L’ultimo rinnovo risale al 2007. Un passaggio significativo come sottolineano i tre segretari di Flai, Fai e Uila del Trentino che hanno frutto anche delle buone relazioni industriali tra pubblico, datore di lavoro privato (coop) e sindacati in rappresentanza dei lavoratori. “A distanza di molti anni si è cercato di dare risposte importanti sotto il profilo economico”, dicono i tre segretari provinciali Maurizio Zabbeni, Fulvio Bastiani e Fulvio Giaimo. Il nuovo contratto migliora le condizioni di lavoro di questi addetti, sul piano economico e normativo. Nel dettaglio è stato introdotto un buono pasto di 5,29 euro che varranno inseriti direttamente in busta paga, con un aumento mensile pari a 116 euro al mese. I lavoratori e le lavoratrici potranno anche contare sulla copertura della sanità integrativa con l’iscrizione, totalmente a carico dei datori di lavoro, a Sanifonds Trentino. “L’iscrizione è retroattiva e copre tutto il 2018 – spiegano i tre segretari –. Il fondo garantirà un piano sanitario ad hoc costruito sulle necessità di questi lavoratori”. Cresce anche il rimborso chilometrico nel caso di utilizzo della propria auto per esigenze di servizio e viene stabilito l’obbligo, in capo alla cooperativa-datore di lavoro, di provvedere al risarcimento di eventuali danni subiti dallo stesso automezzo. Una novità assoluta è l’introduzione di 4 ore di permesso retribuito al mese per esigenze personali. “Si tratta di una sorta di riduzione di orario a parità di stipendio. Di fatto, sulle 152 ore medie mensili si tratta di una percentuale pari al 2,63. In soldi, significa 25,6 euro mese”. Infine vengono previste alcune maggiorazioni economiche nel caso di lavoro festivo/domenicale ovvero ore non recuperate durante il rapporto di lavoro. C'è anche l'impegno a costituire un ente bilaterale per sostenere i lavoratori in caso di difficoltà. Il testo poi è stato migliorato in relazione ai diritti sindacali oltre ad accorciare la durata del contratto, che scadrà nel 2020 e non nel 2021. “In questo modo si guadagna un anno con la possibilità di risedersi prima al tavolo e ricontrattare nuove condizioni ulteriormente migliorative”, concludono Zabbeni, Bastiani e Giaimo. Trento, 10 ottobre 2018


 

 

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