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XIX congresso della Fillea Cgil del Trentino, un tavolo per prevenire  gli infortuni

Al centro della relazione della segretaria uscente Sandra Ferrari i temi della sicurezza sul lavoro, della contrattazione di secondo livello, della prevenzione del lavoro irregolare e l’unità sindacale

XIX congresso della Fillea Cgil del Trentino, un tavolo per prevenire  gli infortuni

Con il XIX congresso della Fillea del Trentino si è aperta questa

mattina la fase congressuale per la Cgil del Trentino. La categoria che
rappresenta i lavoratori e le lavoratrici delle costruzioni, del porfido
e del comparto lapideo e conta in provincia 5.185 iscritti, è la prima
in ordine di tempo ad affrontare il congresso provinciale. L’iter si
concluderà il 30 ottobre con il congresso provinciale dello Spi, il
sindacato dei pensionati. Dunque il 5 e 6 novembre il congresso
provinciale della confederazione al Polo della Meccatronica, a Rovereto.

L’assise si è aperta con la relazione della segretaria uscente Sandra
Ferrari, che nel suo intervento ha toccato moltissimi temi che
interessano il settore sul piano nazionale e locale, ed in particolare,
la sicurezza e la salute sul lavoro, le difficoltà di un sistema che ha
pagato carissimo la crisi economica, la centralità della contrattazione
di secondo livello e il ruolo chiave dell’unità sindacale. Dunque
l’innovazione tecnologica che incide in modo importante anche nel
settore edile e l’importanza della formazione.
“Il mondo è cambiato – ha ammesso in premessa la segretaria uscente - e
con esso il suo sindacato deve continuamente aggiornarsi ed adeguarsi,
comprendere la crisi e la sua origine, i suoi sviluppi, e trovare
soluzioni nuove”. Ferrari, dunque, si è soffermata sullo stato di salute
del comparto a livello locale. Tra il 2007, ultimo anno prima della
crisi ed il 2016 il numero dei lavoratori nelle costruzioni si è quasi
dimezzato passando da 17.800 e 9.203(Cassa Edile di Trento). Le ore
lavorate, nello stesso periodo, sono passate da 19 milioni ad 6,9
milioni. “Oggi i lavoratori iscritti in Cassa Edile sono 9.661 e le ore
lavorate ordinarie sono 7.223.483milioni. Questi dati parlano da soli,
anche se c’è un piccolo spiraglio di aumento delle ore ordinarie
dell'1,20% dell'anno Ape 2017-2018 rispetto a quello precedente
2016-2017”, ha sottolineato.
Di fronte ad un comparto ancora in affanno, seppur non manchino alcuni
deboli segnali di risalita, la sindacalista ha individuato le priorità
dell’azione sindacale per la categoria. Ha posto l’accento in
particolare sul tema della contrattazione di secondo livello, aziendale
e territoriale, chiedendo maggiore coraggio anche agli imprenditori. “La
semplificazione dei contratti, del loro numero, della loro
strumentazione come fattore di inclusione è uno degli obiettivi che ci
dobbiamo dare secondo le linee guida nazionali”, ha detto Ferrari,
rimarcando che “i contratti territoriali non devono essere sottoscritti
solo per un risparmio
contributivo e fiscale, ma devono saper migliorare l'organizzazione
aziendale, la sua produttività, qualità e competitività. Questo
nell'interesse delle stesse imprese che perdono quasi sempre questa
occasione di miglioramento e di innovazione”.
Altro punto centrale il tema della sicurezza e della salute. “Chiediamo
“con forza” un maggiore impegno da parte dei soggetti provinciali di
controllo per approfondire le tematiche inerenti i rischi di salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro, costituendo un tavolo permanente con
l’obiettivo di prevenire gli infortuni che mettono a rischio la vita dei
lavoratori, per una condivisione di percorsi di prevenzione che possano
rappresentare un passo in avanti per il nostro territorio”.
Il problema della sicurezza chiama inevitabilmente in causa anche la
questione del lavoro irregolare in quanto il mancato rispetto delle
regole, il lavoro nero o le situazioni di irregolarità non possono che
aumentare il rischio per i lavoratori. “Anche in Trentino cresce il
lavoro nero. Abbiamo riscontrato in più occasioni nei cantieri
situazioni di irregolarità durante la nostra normale attività sindacale,
segnalandola agli ispettori competenti. Serve, un’importante azione di
prevenzione con l'obiettivo di prevenire e contrastare questo fenomeno
che si sta allargando a macchia di leopardo”.
Problematiche che vanno affrontate rafforzando anche l’unità sindacale.
“Senza unità sindacale non si riesce ad ottenere grandi obiettivi, ma
non dobbiamo neppure avere timore di manifestare opinioni diverse, di
proporre qualcosa di nuovo o di diverso sapendo poi di trovare una
sintesi comune al nostro interno”.
Dunque una richiesta forte all’appello alla controparte datoriale, nella
consapevolezza che non basta sottoscrivere accordi, le intese vanno rese
concrete e vanno applicate. “E’ inutile firmare accordi se poi restano
solo sulla carta. Gli accordi dovranno essere condivisi, applicati,
verificati. Sono stati firmati assieme a Filca e FeNeal i contratti
provinciali edilizia, industria artigianato e porfido, il protocollo
sulla legalità. Purtroppo abbiamo riscontrato aziende che non hanno dato
seguito alla loro piena applicazione”.
Dopo il dibattito la prima parte dell’assemblea si è conclusa con
l’intervento del segretario della Cgil del Trentino Franco Ianeselli,
che ha rivendicato i positivi risultati raggiunti grazie al confronto
con la Provincia in tema di politiche attive del lavoro, welfare
territoriale e misure di sostegno al reddito. Positive, ma non
sufficienti, ha rimarcato, a rassicurare i lavoratori, che sentono come
la prospettiva nel medio e lungo termine è di ulteriore peggioramento,
dunque vivono una fase di profonda incertezza.
Nel pomeriggio sono in programma due focus su salute e sicurezza,
pensioni e previdenza, dunque l’intervento del segretario organizzativo
della Fillea nazionale, Gianni Fiorucci. Infine l’assemblea dei
delegati e dei delegati eleggerà i nuovi organi direttivi della
categoria, che nomineranno il nuovo segretario generale per la Fillea
del Trentino.(seguirà secondo comunicato stampa conclusivo)















Trento, 8 ottobre 2018

 

 

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