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«Vi sfidiamo a videoregistrare le riunioni»

Ancora una volta la Fp Cgil, col segretario generale Giampaolo Mastrogiuseppe e la responsabile del settore sanità Gianna Colle, chiede di videoregistrare le riunioni del tavolo per il rinnovo del contratto: «Vogliamo che finisca questa “narrazione”, lasciata ai mentitori seriali e agli strateghi un tanto al chilo». La dichiarazione fa seguito all’incontro che, venerdì, ha riunito per l’ennesima volta sindacati e Apran sul contratto del comparto sanità.

Spiegano ancora Mastrogiuseppe e Colle: «La seduta è stata l'ennesima sceneggiata. Quattro ore a discutere di un testo presentato dall'Apran e rifiutato da 3 sindacati su 5. Per noi è importante dare risposte a tutto il personale, in maniera equa e tenendo conto delle peculiarità delle singole professionalità. Chiaramente non per tutti è così».

Vediamo i nodi critici. Nell’accordo proposto da Apran, l’articolo 2 sancisce che le risorse accantonate e non erogate per effetto del blocco contrattuale, durato dal 2009 al 2015, vengano distribuite a tutti: sono i 5 milioni di cui si parla da tempo. «È iniquo: sono soldi di chi lavorava in quegli anni, e chi è arrivato dopo beneficerebbe in tal modo di parti di stipendio tolte a chi non le aveva ricevute a suo tempo. La verità, dura da confessare, è che a beneficiare di questo “blitz” sarebbero lavoratori che aderiscono a un paio di sigle sindacali che evidentemente, più che all’equità, puntano a valorizzare i propri tesserati. Attenzione: noi non vogliamo penalizzare i neo assunti, ma è anche vero che alla quasi totalità di loro è già stata attribuita una fascia con soli 3 anni di anzianità (con l'accordo stralcio economico già firmato)».

L’articolo 3 prevede di erogare, al personale con 40 anni di servizio utile a fini pensionistici, la fascia apicale o quella superiore a quella rivestita. «Grazie a Cgil la proposta è stata estesa a tutti, ma la traduzione di Apran è paradossale: attribuisce la fascia solo a chi ha maturato i 40 anni a dicembre 2016 e a dicembre 2017. Chi arriva dopo è escluso, come a dire: caro lavoratore, sei invecchiato troppo tardi, dovevi invecchiare prima!»

L’articolo 4 prevede che, subito dopo la firma di questo accordo, si parta con la trattativa per chiudere il contratto. «Ma se ci fosse buona volontà di tutti di chiudere, non servirebbe un accordo stralcio un secondo prima di riprendere la trattativa. La gestione confusa dell'Apran porta a questo».

Altro tema è l’omogeneizzazione coi contratti delle autonomie locali, uno dei cavalli di battaglia della Fp Cgil. «È stata la nostra azione a portare ulteriori 900 mila euro, che devono andare in quella direzione. Apran non può pensare che saremo disposti a rinunciarci».

Infine: «Alle 17.45 l’Apran, sapendo che il testo non sarebbe stato accettato né da Uil e Nursing up, né dalla Fp Cgil, lo ha messo alla firma: una provocazione verso chi stava cercando una soluzione condivisa. Hanno firmato solo Cisl e Fenalt e, dopo una pausa, Apran ha ribadito che quello è il testo e su quello vuole l'unanimità. Basiti, e visto che la discussione non produceva nulla di nuovo, abbiamo lasciato la riunione. Non è stato un abbandono del tavolo, ma la presa d'atto delle dichiarazioni dell'Apran.

 

 

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