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Contratto sanità: Fp Cgil prova a mediare

Quattro punti per una proposta molto semplice ma capace, si spera, di sbloccare positivamente la trattativa sul contratto sanità e arrivare a una mediazione. L’idea è della Fp Cgil col segretario generale Giampaolo Mastrogiuseppe e la referente del settore sanità Gianna Colle. Di seguito i quattro punti.

1) erogazione delle risorse aziendali, pari a 5 milioni, con modalità una tantum al personale operativo prima della modifica contrattuale, avvenuta nel 2016. Come si ricorderà, Apran vorrebbe utilizzare quei 5 milioni per finanziare la produttività del 2018, 2019 e 2020 ma per la Cgil sono soldi che sono già dei lavoratori, fanno riferimento a un periodo passato e non possono finanziare una produttività futura. «Coerentemente con questo ragionamento – spiega meglio la Fp Cgil - va stabilito che questi fondi vanno distribuiti solo tra quei lavoratori che hanno subito il blocco contrattuale, sopportato il peso della riorganizzazione sopperendo, nella maggior parte dei casi, ai pensionamenti con il proprio esclusivo apporto lavorativo. Il fondo, in questo periodo, ha continuato ad alimentarsi fino alla sua soppressione, ovvero a dicembre 2016, quando è stato sbloccato il rinnovo del contratto. Sarebbe iniquo se, a beneficiare di denaro riservato a chi lavorò allora, fossero anche le persone assunte in seguito».

2) riconoscimento ed erogazione di una ulteriore fascia in analogia a quanto sottoscritto nel contratto delle autonomie locali. Si tratta della fascia che permetterebbe - a chi vede allontanarsi il giorno della pensione a causa delle ultime riforme – di vedersi riconosciuta la lunga professionalità.

3) riqualificazione e conseguente avvio del percorso di armonizzazione. Si tratta del punto da sempre difeso dalla Fp Cgil, secondo cui si deve arrivare all’omogeneizzazione coi contratti delle autonomie locali, con particolare riferimento ad amministrativi, tecnici, operai e Oss.

4) rinvio alla contrattazione decentrata, dunque direttamente in azienda sanitaria e dando valore alle rappresentanze sindacali unitarie, per la destinazione delle risorse contrattuali residue rispetto a quanto stabilito sopra. In tale contrattazione il compito primario delle Rsu sarebbe proprio quello di individuare i disagi lavorativi, le maggiori professionalità e proporre delle indennità a loro beneficio, in tali temi rientrerebbe anche quello della territorialità, da sempre caro alla Fp Cgil: se l’Apss continua nel suo giusto intento di riorganizzazione, migliorare e ampliare i servizi sul territorio, è evidente che tali servizi verranno erogati dai lavoratori, cui vanno riconosciuti alcuni istituti come, primo fra tutti, la reperibilità assieme alle indennità che spettano - tra gli altri - a micologi, personale Uopsal, infermieri a domicilio e ostetriche.

 

 

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