NEWS

Il lavoro che cambia, dal 14 settembre al MAG

Nuova tappa della mostra fotografica sullo sviluppo industriale trentino

Il lavoro che cambia, dal 14 settembre al MAG

Approda al MAG la mostra itinerante Il lavoro che cambia. Sette racconti fotografici sullo sviluppo industriale in Trentino, realizzata da Arci del Trentino, INU sezione Trento e Cgil del Trentino, con il contributo di Fondazione Caritro.

Dopo una prima tappa a Rovereto e la prospettiva di raggiungere nei prossimi mesi anche le città di Trento e Pergine, la mostra verrà inaugurata venerdì 14 settembre alle ore 11.00 al Museo di Riva del Garda, in piazza C. Battisti, e rimarrà visitabile fino al 7 ottobre 2018 negli orari di apertura del Museo.


L’esposizione si compone di stampe e pannelli didascalici e da sette immagini del fotografo Luca Chistè, chiamato dagli organizzatori a fornire una sua lettura delle presenze industriali contemporanee nei siti oggetto di indagine storiografica.


La mostra si rivolge in modo prevalente al pubblico giovanile (a partire dalle scuole superiori), perché in particolare per loro è stata concepita e organizzata.

A tal fine si intendono realizzare, in collaborazione con le scuole dei territori e con i centri di aggregazione giovanile, alcuni workshop fotografici nei territori raccontati dalla mostra e a questo scopo gli organizzatori si sono avvalsi della collaborazione con Phf Photoforma. L’obiettivo dei workshop è quello di indagare le trasformazioni del territorio in relazione agli ambiti e ai settori produttivi. I lavori dei giovani coinvolti vedranno la luce sulla piattaforma web del progetto, che rimarrà aperta e disponibile nel tempo sia a scopo informativo e didattico che per la condivisione di immagini fotografiche coerenti con gli obiettivi di progetto.


Il percorso espositivo affronta sette temi, sette campi di ricerca trasversali a tutto il Trentino, sviluppati attraverso i racconti di sette casi particolari (tra cui anche il Basso Sarca) che parlano di un territorio che è stato trasformato ed è tutt’ora in trasformazione, sul quale la continua dialettica tra strategie politiche, iniziativa privata, conflittualità sociale, fattori ambientali, ha impresso traiettorie del tutto originali allo sviluppo di un’industria che oggi, di fronte alla sfida del mondo globale e interconnesso, cerca una sua nuova fisionomia.


  • Visioni dall’alto | Pianificazione urbanistica e trasformazione del paesaggio nella Busa (Basso Sarca)
  • La città industriale | L’espansione della zona industriale a Rovereto
  • La bella impresa | Il caso della Nones di Spini di Gardolo (Trento)
  • Acciaio di montagna | L’insediamento dell’Acciaieria a Borgo Valsugana
  • Sviluppo policentrico | Cartiere di Condino: l’industria per uno sviluppo omogeneo del territorio
  • Ritorno al futuro | Pergine, dall’ISI al BIC: continuità e sviluppo di un’area industriale
  • Una volta qui era tutta industria | L’Italcementi: aree dismesse e rigenerazione urbana


Il lavoro che cambia

Sette racconti fotografici sullo sviluppo industriale in Trentino


Anche in Trentino, pur con tempi e modalità diverse rispetto ad altre realtà italiane, nella seconda metà del secolo scorso è iniziato un lungo percorso che ha portato questo piccolo territorio di montagna a perdere la sua identità rurale a favore di un’economia mista che nell’industria e nel lavoro operaio ha avuto un elemento non residuale.


Già dagli anni Sessanta il governo locale ha ritenuto necessaria una strategia, fatta di politiche di incentivi, di programmazione e pianificazione, per garantire a tutti i territori trentini, anche i più periferici, opportunità di sviluppo legati all’industria. Un percorso non lineare, spesso contraddittorio, segnato da grandi successi e pagine gloriose, ma anche da tensioni sociali, conflitti tra interessi diversi, fallimenti dolorosi. Lo sviluppo industriale ha lasciato e lascia tuttora segni evidenti sui territori e nelle comunità che lo abitano.


Dalla ricerca negli archivi provinciali, è emerso un patrimonio fotografico di assoluto interesse, che racconta – grazie agli scatti di alcuni dei più importanti fotografi trentini – una storia che si è impressa nei luoghi, segnati da architetture che hanno condizionato il paesaggio circostante, da imprese che hanno catalizzato il lavoro di migliaia di uomini e donne, da spazi vuoti che sono stati riempiti, per poi trasformarsi o tornare nuovamente vuoti.



 

 

TORNA SU