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Il direttivo FIOM-CGIL del Trentino incontra CINFORMI

Chiarezza sui numeri e sulla gestione dei fenomeni migratori e dell’accoglienza dei richiedenti asilo in Trentino

Si è tenuto in questi giorni il direttivo provinciale della FIOM-CGIL del Trentino, al centro della discussione un

confronto con Cinformi, organo della Provincia Autonoma di Trento che dal 2001 ha il compito di supportare

la società trentina nei cambiamenti che accompagnano l’ingresso di persone/comunità straniere e quello di

fornire dati oggettivi sul fenomeno a supporto del decisore politico.

Dal 2011, con l’emergenza in Nord Africa, Cinformi ha anche il compito di gestire l’accoglienza di richiedenti

asilo, vittime di tratta, minori non accompagnati.

Obiettivo dell’incontro era capire la vera dimensione del fenomeno migrazione in Trentino, che è fatto di

migrazione stabile, migrazione stagionale e richiedenti asilo, per cercare di distinguere i dati reali da quelli

percepiti su cui da molti mesi è in corso una violenta manipolazione politica a livello nazionale e locale.

Mala politica e media nazionali inadeguati cavalcano e gonfiano il forte senso di insicurezza dei cittadini e

cercano di mettere persone contro persone, senza voler affrontare realmente il cuore della questione e

trovare soluzioni che tengano assieme il rispetto per la persona umana, il diritto a trovare un rifugio e le

esigenze della cittadinanza.

Siamo partiti dall’analisi della popolazione straniera residente, la sua evoluzione, il processo di integrazione

sociale, ma anche il diverso impatto che la crisi ha avuto nel lavoro per gli stranieri, spesso occupati nelle

mansioni meno qualificate.

Per quanto riguarda i richiedenti asilo dal 2014 sono state accolte in Trentino 4000 persone, la maggior parte

ha lasciato l’Italia verso Francia, Germania e Nord Europa, su 4000 accolti a 20 è stata revocata

l’accoglienza per aver commesso crimini, le indagini per individuarli sono partite proprio dal Cinformi.

Oggi in accoglienza ci sono 1467 persone, percepiti sempre più spesso dalla comunità come una minaccia,

mentre negli anni passati sono state gestite 3/4000 persone all’anno senza problemi.

Tutte le persone accolte sono coinvolte in attività: corsi di italiano, pulizie delle strutture e da sempre

svolgono lavoro di volontariato a sevizio di anziani, disabili, gestione del territorio. Le attività vengono

assegnate a più soggetti, in modo da permettere un controllo reciproco.

Le varie fasi dell’accoglienza fino all’orientamento al lavoro, con il controllo sociale che comportano, sono

importanti per evitare che i richiedenti asilo diventino un bacino per lo sfruttamento nel lavoro e nella

criminalità.

Come è importante continuare a valorizzare l’esperienza dei piccolissimi gruppi sparsi nel territorio, che crea

molte più opportunità di confronto e integrazione, ma con un forte controllo sociale e permette di

decongestionare i centri di Trento e Rovereto migliorando le condizioni di vita sia di chi è accolto che della

cittadinanza attorno.

Le migrazioni non sono un fenomeno straordinario, esistono da sempre, in questi anni esasperate dai

conflitti in corso in troppe parti del mondo, non senza responsabilità dell’occidente, e dal cambio climatico,

ed è inarrestabile e noi ne vediamo solo una piccola parte.

E’ un fenomeno che può essere gestito, va fatto con trasparenza e correttezza d’informazione verso i

cittadini, va gestito da persone competenti e secondo principi di umanità, solo con un’integrazione gestita

possiamo ottenere il controllo sociale del fenomeno, per dare sicurezza ai cittadini e disinnescare il clima di

odio e di violenza che si carica ogni giorno di più e che è prima di tutto un problema culturale che ci

coinvolge tutti.

Non si deve permettere di confondere richiedenti asilo con stranieri irregolari che delinquono, la criminalità

va combattuta con rigore senza nascondersi che spaccio di droga e prostituzione prosperano perché hanno

un mercato, anche di italiani, che coinvolge criminalità di varie nazionalità a partire da quella italiana.

Il Trentino è un territorio accogliente, non vogliamo rinnegare la nostra identità, è importante che media e

politica si assumano la responsabilità di un confronto serio e che il lavoro del Cinformi venga valorizzato e

potenziato come quello delle tante persone del settore sociale che prestano il loro lavoro ed il loro impegno

personale perché la nostra terra rimanga uno spazio aperto, solidale ma sicuro, con regole certe per tutti.

In base all’Ordine del giorno approvato all’unanimità dal direttivo FIOM-CGIL del Trentino si fa appello a tutte

le forze politiche che parteciperanno alle imminenti elezioni provinciali, affinche si impegnino e sostenere e

potenziare l’esperienza del Cinformi, che coordinando le tante realtà del volontariato e in sinergia con le

istituzioni, ha sinora consentito che in Trentino il fenomeno migratorio venisse gestito in modo ordinato, ma

umano, facendo di questa terra un modello positivo per il resto d’Italia.

Trento, 29 agosto 2018

 

 

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