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Contratto sanità: «Ancora non ci siamo: i 5 milioni, già dei lavoratori, non possono andare nella produttività 2018»

La seduta di questa mattina, tra Apran e sindacati sul contratto collettivo della sanità, si è conclusa con un rinvio e con la promessa, da parte di Apran, di realizzare una bozza organica di contratto, che comprenda tutta la parte normativa, giuridica ed economica del comparto. Nodo centrale, su cui Fp Cgil non intende cedere, e su cui Apran sembra aver posto una pregiudiziale, sono i 5 milioni di euro “fermi” in azienda. Apran vorrebbe utilizzare quel denaro per finanziare la produttività del 2018, 2019 e 2020 mentre Cgil è ferma: «Sono soldi che sono già dei lavoratori, fanno riferimento a un periodo già passato e non possono finanziare una produttività futura. Vanno liquidati subito, con un’una tantum, in continuità con la tempistica del contratto già sottoscritto, ovvero per il periodo 2016, 2017 e 2018, e su questa proposta concordano tutte le organizzazioni sindacali».

Col segretario generale di Fp Cgil Giampaolo Mastrogiuseppe e la funzionaria responsabile del settore sanità Gianna Colle, entriamo nei dettagli. «Sebbene si possano notare elementi positivi a livello dell’impianto proposto, resta il grande nodo di quei 5 milioni - spiegano -. Tempistiche e soluzioni per quei fondi furono formulate in prima istanza dalla Fp Cgil e, oggi, anche le altre sigle sindacali hanno condiviso il nostro intento. Alcune risposte sembrano finalmente arrivare, come i 15 euro per tutti i lavoratori dalla “A” alla “C” e i 50 per chi è inquadrato nelle categorie “D” e “DS”, infermieri e non. Restano però sul tavolo alcuni punti molto critici. Partiamo dal fattore della territorialità: l’Azienda si sta impegnando in una riorganizzazione per migliorare e ampliare i servizi sul territorio, ma non sta tenendo in alcuna considerazione la necessità di riconoscere il maggiore sforzo che i lavoratori dovranno sopportare per fare ciò. Pensiamo ad esempio a istituti quali la reperibilità, alle indennità che spettano, tra gli altri, ai micologi, al personale Uopsal, agli infermieri che fanno servizio a domicilio, alle ostetriche e altri ancora».

Apran ha promesso di produrre, nel volgere di una settimana o 10 giorni, un documento capace di ricomprendere tutti gli elementi in discussione: quelli normativi ed economici, in maniera tale da poter avere un punto di partenza su cui impostare la trattativa. «Sottolineiamo – spiegano ancora Mastrogiuseppe e Colle - che se da un lato registriamo finalmente un’apertura sul fronte dell’omogeneizzazione coi contratti delle autonomie locali, dall’altro non si parla ancora di stanziamenti sufficienti per coprire questo intento né quello, altrettanto importante, delle riqualificazioni».

 

 

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