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Decreto dignità, Filcams: dalle aziende turistiche critiche ideologiche

Caramelle: “Preoccupazioni sono senza fondamento, il provvedimento non incide sulla stagionalità. Se si vuole investire sulla qualità si apra il tavolo sul contratto provinciale”

“Ho l'impressione che le associazioni datoriali del turismo e del commercio stiamo interpretando i provvedimenti contenuti sul decreto dignità solo in termini ideologici, non guardando veramente a cosa cambia. In particolare sulla stagionalità il testo non interviene: le imprese turistiche avranno ancora a disposizione tutti gli strumenti legislativi e contrattuali necessari per rispondere alle esigenze di stagionalità. Le critiche su questo punto sono infondate”. Lo sostiene Roland Caramelle, segretario generale della Filcams del Trentino, che sottolinea come venga salvaguardata anche la norma sul diritto di precedenza per i lavoratori stagionali, cioè per le riassunzioni da una stagione all'altra.

Per il sindacalista, semmai, la questione è un'altra. “Se veramente le aziende hanno a cuore la qualità della loro offerta e sanno che questa non può realizzarsi senza un serio investimento sulla professionalità e la qualità del lavoro, allora si siedano ad un tavolo con le parti sindacali e si cominci discutere di un contratto integrativo provinciale”.

Sulla stretta sui contratti a termine, sulla reintroduzione della causale e sulla riduzione della durata da 36 a 24 mesi così come sulla riduzione delle proroghe e sull'aggravio del costo per le aziende il giudizio della Filcams del Trentino è abbastanza positivo. “Dal nostro punto di vista il decreto, in linea di principio va nella giusta direzione per la riduzione della precarietà – ammette Caramelle -. E' ancora, però, un'azione poco organica, che rischia di incidere solo in modo superficiale sulla questione dell'instabilità lavorativa, che nel nostro Paese è senza controllo anche dopo la fine degli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato”.

Caramelle sottolinea inoltre che restano “dei punti che lasciano aperte più perplessità come la definizione delle causali per i contratti a termine”. Per il segretario della Filcams è giusto reintrodurle, però, sarebbe stato opportuno “rimandare alla contrattazione collettiva per la definizione delle diverse causali; un provvedimento del legislatore così specifico rischia di irrigidire inutilmente e creare situazione inefficaci”.

E di fronte a chi minaccia l'esplosione dei contenziosi Caramelle non si scompone. “Non vedo nessun rischio di questo tipo se le imprese rispetteranno le norme. Chi E' solo chi vuole forzare le situazioni a vantaggio proprio che teme contenziosi”.




Trento, 4 luglio 2018

 

 

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