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Decreto Di Maio, Ianeselli: ambizione condivisibile, ma per un lavoro di qualità servono investimenti soprattutto in conoscenza

Decreto Di Maio, Ianeselli: ambizione condivisibile, ma per un lavoro di qualità servono investimenti soprattutto in conoscenza

“Ridurre la precarietà del lavoro italiano è un'ambizione più che condivisibile, resta però da vedere quanto le misure varate dall'esecutivo potranno incidere in questa direzione”. Il segretario della Cgil del Trentino sospende il giudizio sul decreto votato dal Consiglio dei ministri in tema anche di lavoro. “La precarietà è un problema grave che va assolutamente affrontato; ci sono nel decreto alcune risposte, ma mancano misure organiche come quelle della proposta di legge Cgil, la Carta dei Diritti, che estende le tutele a tutti i lavoratori a prescindere dalla forma contrattuale, e che ha avuto il sostegno di milioni di firme”.

In ogni caso esprimere giudizi è prematuro, visto che è facile immaginare che il testo non avrà un iter legislativo dei più semplici e viste le diverse prese di posizione all'interno della maggioranza di governo. Nei sessanta giorni per la conversione in legge, comunque, è auspicabile che “le parti sociali vengano coinvolte in un confronto serio e propositivo sul provvedimento”.

In ogni caso, pur nella consapevolezza che le norme che regolano i rapporti di lavoro hanno un'importanza non secondaria sulla dinamicità del mercato, è certo che “gli assi principali su cui puntare per creare nuova occupazione e lavoro di qualità sono gli investimenti, a partire da quelli nella formazione e conoscenza”.

Una visione che i sindacati hanno portato al tavolo anche del recente confronto con la giunta provinciale per la definizione dell'assestamento di bilancio. “Abbiamo poi insistito, in un mercato del lavoro caratterizzato da discontinuità e transizioni, sull'incrocio virtuoso tra nuovi ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro, a partire dal potenziamento dei centri per l'impiego. Incidendo su questi i fronti, investendo in conoscenza e sostenendo l'occupazione di qualità si danno risposte alla precarietà del lavoro”, conclude Ianeselli.





Trento, 4 luglio 2018

 

 

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