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La maternità, da limite a risorsa

Se ne discute lunedì 18 in un convegno che affronta esperienze innovative di welfare aziendale

La maternità, da limite a risorsa

Sono 25mila, secondo l'ultimo dato del Ministero del Lavoro, le donne nel 2016 hanno rinunciato al lavoro dopo la maternità. Un dato che cresce negli anni. Per molte le lavoratrici, infatti, fare un figlio diventa un ostacolo al rientro al lavoro e una limitazione per il percorso di crescita professionale. A questo si aggiunge il fatto che per molti datori di lavoro la maternità è un peso. Qualcosa, però, comincia a muoversi in senso contrario: ci sono realtà dove la maternità non è vissuta come un limite, ma come valore aggiunto. E' partendo da questo punto fermo che negli ultimi anni aziende stanno investendo in forme innovative di welfare aziendale per valorizzare la genitorialità nei luoghi di lavoro. Tra le proposte offerte ai dipendenti ci sono anche occasioni di formazione e servizi per valorizzare in chiave aziendale le competenze che si acquisiscono come genitori.

Se ne discute lunedì prossimo, 18 giugno, alle 17.30 nella sala della Fondazione Cassa di Risparmio a Trento, in un convegno promosso dal Consiglio regionale Unipol con Cgil Cisl Uil del Trentino.

Al centro dell'incontro un caso concreto, quello di Maam la start up che nel 2015 ha deciso di andare oltre lo stereotipo maternità = stop alla carriera, proponendo un programma digitale, un vero e proprio master online, chetrasforma la nascita di un figlio in un’opportunità di sviluppo di competenze trasversali utili anche sul lavoro. Di questa esperienza, di chi l'ha scelta per arricchire e qualificare l'offerta di welfare aziendale per i propri dipendenti come il Gruppo Unipol , e di chi l'ha sperimentata, ma anche del legame tra welfare e genitorialità si discuterà insieme a Elisa Vimercati, responsabile ricerca e sviluppo di Maam, Barbara Poggio, prorettrice per le Politiche di Equità e diversità all'Università di Trento, e Luciano Malfer dirigente dell'Agenzia Provinciale per la Famiglia. Il dibattito a cui parteciperanno anche la responsabile per il welfare aziendale del Gruppo Unipol Sabina Tarozzi e Anna Bassi, lavoratrice che ha sperimentato il percorso formativo, sarà moderato dal direttore del Trentino Alberto Faustini.

In una società che fatica ancora a trovare un equilibrio positivo tra conciliazione vita-lavoro e in cui la maternità è vissuta solo come fatto privato, soluzioni innovative di welfare aziendale possono diventare una risposta concreta alle complesse esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici. E l'ambito della conciliazione famigliare è sicuramente uno di quelli con le maggiori potenzialità di crescita, se si punta a favorire la presenza femminile sul mercato del lavoro, ridurre il gap tra donne e uomini e, nel contempo, creare contesti favorevoli alla genitorialità in un Paese come l'Italia che nel 2017 ha toccato un nuovo record negativo sul fronte natalità.



Trento, 14 giugno 2018




 

 

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