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Edilizia, i sindacati battono cassa

«Le imprese guadagnano: integrativo subito o cantieri bloccati». Vertenza per ventimila lavoratori

Edilizia, i sindacati battono cassaTRENTO. Se entro la fine del mese non si terrà l’incontro con l’Ance del Trentino - gli industriali della sezione edilizia - per il rinnovo dei contratti integrativi provinciali, i 20 mila lavoratori del settore si mobiliteranno. Scenderanno in piazza oppure bloccheranno qualche grosso cantiere. Lo hanno annunciato ieri mattina i tre segretari degli edili Cgil Fillea, Cisl Filca e Uil Feneal con una conferenza stampa unitaria. «Stiamo parlando di un settore che da oltre 14 anni registra un trend positivo - affermano Stefano Pisetta della Cisl e Paolo Ferrari della Uil - contribuendo al 20 per cento della ricchezza del nostro territorio con un giro d’affari di un miliardo e mezzo di fatturato l’anno». Ci sarebbero quindi i presupposti per rinnovare il contratto, scaduto lo scorso dicembre, sostiene Massimo Bertolini della Cgil: «E’ una fase di espansione senza precedenti, ci opponiamo alle tendenze degli imprenditori di fare profitto a scapito dei più deboli». La questione interessa i 15.800 operai iscritti alla Cassa edile, la maggior parte del settore artigianale (sono 700 i dipendenti delle imprese industriali). Con un reddito medio di 1.050 euro netti al mese per 170 ore di lavoro. I sindacati puntano a chiudere in breve le trattative per il rinnovo del contratto. Quali le loro richieste? Un aumento salariale del 7% sulla paga base, oltre a quello sul premio di professionalità e presenza; buoni pasto gratuiti o 6 euro di indennità sostitutiva per chi non li utilizza; abbassamento della soglia per l’indennità di trasferta (da 18 a 12 chilometri) ed estensione del rimborso anche agli operai delle imprese artigiane. L’insieme di queste misure dovrebbe portare un aumento in busta paga dei lavoratori dai 90 ai 140 euro in più al mese. In attesa dell’incontro con l’Ance i sindacati hanno fissato per giovedì un appuntamento con Dellai. Tra le varie questioni si affronterà il tema della sicurezza sui cantieri, visto che si continuano a registrare infortuni, più o meno gravi. «Le leggi ci sono - afferma Bertolini- ma l’organo di controllo dovrebbe fare più di trecento controlli l’anno (su 5.000 cantieri) per farle rispettare. Il futuro appare comunque sereno per i lavoratori del settore, soprattutto per quanto riguarda l’asse ferroviario del Brennero, che a pieno regime dovrebbe occupare circa 2.000 persone. (s.c.)

 

 

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