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Vigilanza privata, il 4 maggio sciopero nazionale

Contratto scaduto dal 2015. Per i sindacati le proposte delle controparti fanno retrocedere la condizione dei lavoratori

Il prossimo 4 maggio i lavoratori delle società di vigilanza privata incroceranno le braccia per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di categoria, scaduto dal 2015. Le trattative con le organizzazioni datoriali si sono interrotte nelle scorse settimane e le posizioni tra le parti sono rimaste lontane. Da qui la decisione unitaria di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs di proclamare un'intera giornata di sciopero. In Trentino i lavoratori interessati da questo contratto sono circa 400.

Per le organizzazioni sindacali le richieste delle controparti contengono degli elementi che, se fossero accolti, farebbero retrocedere le condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori del settore di decenni: l’estensione a 45 ore dell’orario normale di lavoro per le guardie giurate impiegate nei servizi di vigilanza fissa, l’abbattimento della durata oraria settimanale minima del part-time, la riduzione del periodo di comporto utile ai fini della conservazione del posto di lavoro, la compressione delle modalità di fruizione dei permessi della legge 104/92 ed il superamento della copertura economica dei primi tre giorni di assenza per malattia. Tutte questioni che rischiano di spogliare le lavoratrici e lavoratori di tutele, garanzie e diritti conquistati a prezzo di sacrifici, lotte e mobilitazioni. Tra i nodi di maggiore criticità c'è anche quello del cambio di appalto, che così come posta dalle organizzazioni datoriali indebolisce ulteriormente le già poche tutele esistenti.

Nelle prossime settimane anche Filcams del Trentino organizzerà assemblee sul territorio per informare i lavoratori e organizzare la mobilitazione.



Trento, 27 marzo 2018

 

 

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