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Lidl: il nuovo contratto integrativo peggiora le condizioni di lavoro

Firma separata per l'accordo di secondo livello. Filcams: così si indeboliscono i lavoratori

Filcams non ha firmato il rinnovo del contratto integrativo per i dipendenti della Lidl. L'accordo è stato sottoscritto da Fisascat e Uiltucs il 6 marzo scorso. Una firma separata che per la Cgil indebolisce i lavoratori e ne peggiora le condizioni.

L’accordo, che interessa in Trentino un centinaio di lavoratori sui sette punti vendita del discount, si discosta infatti in modo rilevante da quanto condiviso e definito nella piattaforma predisposta e presentata unitariamente all’azienda all’avvio del negoziato. Una trattativa durata due anni, nel contesto della quale, Filcams ha cercato, con estrema difficoltà, di tutelare i diritti e gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, con l’obiettivo di arrivare ad un accordo integrativo che valorizzasse il fondamentale contributo apportato dai dipendenti agli ottimi risultati raggiunti in questi anni dall’impresa in termini di fatturato ed utili. Così non è stato.


Il contratto integrativo avrebbe dovuto migliorare quanto previsto dal contratto nazionale, invece introduce preoccupanti deroghe in materia di flessibilità. A pagarne le conseguenze saranno i lavoratori, soprattutto le lavoratrici che hanno quasi sempre un contratto part time e che adesso concilieranno con maggiori difficoltà la vita familiare con quella lavorativa.


L’accordo siglato introduce, infatti, una sorta di sperimentazione, che coinvolge un numero limitato di lavoratori, per un aumento di ore settimanali non certo rilevante, al quale si aggiunge, in modo del tutto negativo e penalizzante, quanto preteso dalla Lidl in materia di flessibilità. Una flessibilità incontrollata, che dà possibilità all’azienda di variare il numero delle ore lavorate settimanalmente e la loro collocazione temporale ed è regolata in attuazione degli stessi criteri e meccanismi di distribuzione dell’orario di lavoro previsti per i lavoratori a tempo pieno. Di fatto, con l’accordo siglato il 6 marzo si consente all’azienda, a fronte di un minimo incremento orario, di decidere arbitrariamente gli orari in cui i lavoratori sono tenuti a prestare la propria attività, restando a totale disposizione di Lidl.

L’impresa, inoltre, si è pregiudizialmente rifiutata di discutere di qualsiasi forma di incentivazione variabile; dall’inizio del negoziato Lidl ha infatti preteso di escludere dal confronto la definizione di un premio di produttività. Pur in una situazione economica nettamente positiva, l’azienda si è resa disponibile, peraltro in termini non meglio precisati e di estrema approssimazione ad affrontare soltanto il tema del welfare aziendale.


Nei prossimi giorni l’impegno della Filcams sarà rivolto al massimo coinvolgimento dei lavoratori Lidl, attraverso la convocazione di assemblee ed attivi, al fine di discutere e chiarire nel dettaglio la gravità dei contenuti dell’accordo sottoscritto.

<i>Trento 8 marzo 2018</i>

 

 

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