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Contratto scuola, mobilitazione unitaria per chiudere la parte economica

Mazzacca (Flc): “Mettiamo un punto ad una trattativa infinita. I docenti non possono aspettare oltre”

“Sul rinnovo del contratto degli insegnanti l'unica strada da percorrere era e resta il rinnovo immediato della parte economica. Quanto avvenuto nell'ultimo confronto in Apran ne è ulteriore conferma”. E' netta Cinzia Mazzacca, segretaria provinciale della Flc Cgil del Trentino. “Il confronto, a causa della rigidità delle posizioni tra le parti, si è arenato e non si intravedono soluzioni a breve termine. Avevamo ragione, dunque, nell'invocare sin dal novembre 2016 lo stralcio economico, quello stesso stralcio ottenuto per tutto il restante personale della scuola. I docenti della scuola a carattere statale sono forse figli di un dio minore? Che cosa li distingue sul piano della dignità salariale e professionale da resto del personale? Purtroppo, nel sostenere tale rivendicazione siamo stati lasciati soli, ieri nel 2016, come oggi nel 2018”.

E lo stesso è avvenuto sulla proposta che avrebbe permesso una straordinaria operazione di immissioni in ruolo su spezzoni orari per classi di concorso particolarmente “difficili”, per le quali la costituzione di un'intera cattedra si profila praticamente impossibile da anni, costringendo personale qualificato per titoli e per esperienza a un precariato potenzialmente infinito. “L'Amministrazione stava per cedere, ma anche in tale frangente, non abbiamo potuto contare sulla solidarietà altrui”.

Visti i nodi ad oggi “insolubili” relativi alla parte normativa, vista la mancata capitalizzazione di successi nella rivisitazione del contratto, Flc chiede subito e con urgenza lo stralcio economico. Un punto su cui è, però, indispensabile ritrovare la compattezza del fronte sindacale. “Pur rivendicando che l'unica proposta innovativa sul piano normativo è quella avanzata dalla nostra sigla sindacale – sottolinea Mazzacca – riteniamo che vista la palude in cui è scivolato il confronto, è necessario guardare oltre e puntare subito al rinnovo della parte economica, anteponendo alle specificità ideologiche, l'interesse degli insegnanti”.L'operazione di semplice ritocco o addirittura mantenimento a cui si sta sottoponendo il vecchio contratto, per il sindacato di Via Muredei, non merita ulteriori attese da parte dei docenti. “Non c'è più tempo da perdere. Ben venga, dunque, una mobilitazione comune, unitaria, collettiva con tutte le sigle sindacali rappresentative, per chiedere la chiusura della parte economica del contratto”, conclude Mazzacca.


Trento, 22 febbraio 2018

 

 

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