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Contratto scuola, urgente il rinnovo della parte economica

Mazzacca (Flc): basta prendere tempo, docenti senza aumenti da dieci anni. Va aggiornata anche la parte normativa sui diritti, vanno riconosciuti i nuovi carichi di lavoro. Oggi discussione al direttivo della categoria


Il contratto dei docenti della scuola a carattere statale è bloccato da troppo tempo anche in Trentino e per gli insegnanti la questione salariale va affrontata in tempi rapidi, non è pensabile attendere che il quadro si definisca a livello nazionale, facendo trascorrere altro tempo. Dopo dieci anni di blocco siamo in una vera e propria situazione di emergenza salariale”. E' stata chiara Cinzia Mazzacca, segretaria provinciale di Flc Cgil, relazionando questa mattina al direttivo della categoria sui contenuti del primo incontro fatto in Apran sul rinnovo del contratto. Le risorse ci sono: la Provincia ha messo a bilancio 17 milioni di euro e Apran si è detta pronta a riconoscere giusta soddisfazione al personale docente che da tanti anni sta attendendo il rinnovo. Per Apran la trattativa provinciale, però, non potrà prescindere dall'evoluzione di quella nazionale. Punto su cui la Cgil scuola dissente con fermezza. “C'è urgenza di chiudere in tempi rapidi sulla parte economica – ribadisce Mazzacca -. Rivendichiamo la nostra autonomia provinciale di contrattazione. Se al di là dei concetti, si fosse dato sostanza a questa autonomia sarebbe stato possibile riconoscere gli aumenti stipendiali, 80 euro medi lordi mensili, già lo scorso anno, in concomitanza con il rinnovo contrattuale Ata, infanzia e formazione professionale. Così non è stato”.

Accanto alla parte economica, su cui servono risposte immediate, va impostato e avviato in maniera concreta anche un profondo lavoro di revisione e aggiornamento sul piano normativo. “In dieci anni la scuola ha subito profondi cambiamenti. Il nuovo contratto deve tenerne conto; è necessario rivedere tutto l'articolato contrattuale in modo da renderlo chiaro ed esigibile, non interpretabile”.

Per Flc è da rivedere e aggiornare la normativa su maternità, part time, diritto allo studio. “Occorre che questi diritti siano equiparati tra personale a tempo indeterminato e a tempo determinato”. E' indispensabile inoltre riconsiderare l'organizzazione del lavoro dei docenti, che in 10 anni, tanti quanti ne sono passati dall'ultimo contratto, è cambiata ed ha bisogno di essere riconosciuta in modo diverso. “I docenti devono vedere riconosciuto contrattualmente il proprio lavoro, non solo ciò che è insegnamento, ma il tempo necessario a programmare, a elaborare il materiale, all'aggiornamento, alla preparazione degli esami", insiste Mazzacca.

C'è, inoltre, una parte normativa di diritti comuni, che va condivisa con il personale ATA, infanzia e formazione professionale. E' anche indispensabile riportare alla contrattazione le materie che sono state tolte in questi anni dalla legge, a partire dalle relazioni sindacali, l'organizzazione del lavoro, l'utilizzo del personale.
“Un'altra questione importante da affrontare è relativa ai carichi di lavoro: ci sono quelli dei docenti di lingua straniera e CLIL, di coloro che seguono l'alternanza scuola - lavoro, di chi si avvicina alla pensione e potrebbe essere utilizzato per il tutoraggio e la formazione dei nuovi insegnanti. Soprattutto, adesso, c'è la necessità di entrare nel merito con una bozza su cui lavorare concretamente”. La proposta di Flc, che oggi è stata discussa e approvata dai componenti del direttivo, sarà illustrata nei prossimi giorni ai delegati e sarà portata al prossimo incontro in Apra, previsto ad inizio del mese prossimo.


Trento, 23 gennaio 2018

 

 

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