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Cgil Cisl Uil: positive le novità introdotte sulle politiche del lavoro

Sindacati soddisfatti per le misure che riguardano Progettone e staffetta generazionale

Cgil Cisl Uil del Trentino giudicano positivamente le novità introdotte in tema di lavoro, ed in particolare per quanto riguarda il Progettone e il Piano di Politiche del Lavoro. “Le modifiche alle regole per l'accesso al Progettone vanno nella direzione da noi indicata, anche perché facilitano l'ingresso delle donne, che hanno spesso carriere frammentate, e rendono più flessibili i parametri per tutti, dando così risposte anche a quei soggetti che prima, pur in una condizione vicinissima ai requisiti richiesti, restavano tagliati fuori”, fanno notare i tre segretari Andrea Grosselli, Lorenzo Pomini e Gianni Tomasi.

Nel dettaglio per le donne varrà una sorta di sconto sui requisiti: se attualmente accedono al Progettone le persone a cui mancano non più di otto anni per andare in pensione, nel caso delle lavoratrici licenziate questo requisito si aumenta di sei mesi per ogni figlio, fino ad un massimo di due anni.

Parallelamente si rende più flessibile l'accesso per tutti i licenziati che, pur non in possesso dei requisiti anagrafici per l'accesso al Progettone, li maturano attivandosi sul mercato del lavoro e occupandosi per almeno sei mesi anche cumulando più contratti. Prima, invece, era necessario un unico contratto di almeno sei mesi. Pur soddisfatti i sindacati guardano già avanti. “Si è fatta una buona manutenzione dello strumento – ammettono Grosselli, Pomini e Tomasi -. Per noi, però, è importante che, ormai nella prossima legislatura, si lavori ad una revisione straordinaria delle regole per arrivare ad un'integrazione del sistema dei lavori socialmente utili, creando una cornice comune che tenga insieme sia il Progettone sia l'Intervento 19”.

Per quanto riguarda gli interventi sul Piano delle Politiche del Lavoro Cgil Cisl Uil puntano l'accento sulla staffetta generazionale. “Grazie alle novità proposte dal sindacato si semplifica la gestione di questo strumento da parte del lavoratore senior, che ottiene anche un piccolo vantaggio economico rispetto al passato – dicono i sindacalisti -. Una modifica opportuna per favorire il ricambio, valorizzando le professionalità dei lavoratori maturi e favorendo l'accesso dei giovani”.

In buona sostanza la Provincia coprirà l'85 per cento del differenziale retributivo, prima era il 50 per cento, e i pagamenti di queste somme avverranno con rate mensili, mentre fino ad oggi era previsto un unico versamento anche oltre quindici mesi dopo l'ingresso in staffetta. L'integrazione arriva al 100 per cento per quei lavoratori che decidono i versare i contributi volontari all'Inps e alla previdenza complementare. Resta, comunque, il tetto complessivo di 10mila euro. Altra novità è che verrà considerata e dunque verrà pagato il differenziale anche sulla tredicesima.



Trento, 19 gennaio 2018

 

 

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