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SAIT CONFERMA I SOTTOCRITERI DISCREZIONALI E ARBITRARI.

Si è svolto in data odierna l'incontro previsto al Servizio Lavoro, al quale ha partecipato anche l'organo di rappresentanza di Sait, la Federazione Trentina delle Cooperative.

L'Azienda ha avanzato una proposta definitiva, mantenendo i sottocriteri riguardanti capacità relazionali, tempestività e flessibilità, riconducendoli ai valori del 3,57% i primi due e del 4,17% il terzo; contestualmente sono state elevate le percentuali relative a competenze professionali portandola a 10,72% , la produttività media a 12,50% e l'autonomia lavorativa a 7,14%, inalterate le altre percentuali e quindi con un peso complessivo del 50% per il criterio tecnico-organizzativo e produttivo e del 50% per anzianità e carichi di famiglia.

L'Azienda ha incrementato l'incentivo all'esodo portandolo a 1.300.000 euro subordinandolo alla novazione parziale del vigente accordo integrativo da formalizzarsi con accordo separato sottoscritto da tutte le parti stipulanti, relativamente alla produttività del magazzino e alla sottoscrizione dell'accordo di licenziamento collettivo da parte di tutti i soggetti coinvolti. Il numero degli esuberi verrà di conseguenza ridotto sino ad 80.

La Federazione trentina delle cooperative ha deliberato un piano sociale ed occupazionale con impegno a garantire assistenza sanitaria integrativa ai licenziati con piano sanitario specifico per tutto il periodo di Naspi; placement cooperativo tramite ricognizione puntuale della domanda di lavoro, presa in carico e profilazione dei lavoratori, formazione specifica e bonus per assunzione all'interno del sistema cooperativo pari a euro 4.000 (2000 per ogni anno), sostegno all'autoimprenditorialità cooperativa attraverso consulenza, erogazione per un anno in forma gratuita dei servizi amministrativi e bonus incentivante pari a euro 4.0000 per ogni lavoratore; impegno alla ricollocazione di numero 20 lavoratori nell'arco dei 24 mesi di Naspi all'interno del sistema cooperativo.

L'organo di rappresentanza di Sait ha ribadito che tale proposta è valida solo con la sottoscrizione dell'accordo di licenziamento collettivo nonché dell'atto di novazione del contratto aziendale da parte di tutte le organizzazioni sindacali.

La Filcams Cgil unitamente alle proprie rappresentanze sindacali ha ribadito quanto già espresso fino ad oggi, rimarcando che la proposta di Sait e del suo organo di rappresentanza non ha tenuto conto delle proposte avanzate.

“I sottocriteri tecnico organizzativi e produttivi rimangono estremamente arbitrari e discrezionali”, ribadisce il Segretario generale Roland Caramelle,”è strumentale e non accettabile la richiesta aziendale di legare l'accordo sulla procedura alla revisione del contratto aziendale, tra l'altro con obiettivi in tema di produttività ben lontani da quelli attuali e quindi con decurtazione salariale di 1300 euro l'anno per tutti i magazzinieri al mancato raggiungimento di tali obiettivi. E' insufficiente l'incentivo proposto, così come quanto proposto dall'organo di rappresentanza di Sait. Non vi sono garanzie inoltre sul mantenimento delle operatività interne oggi svolte dai dipendenti Sait e quindi di non procedere a ulteriori appalti di servizi riportandone il peso complessivo al periodo antecedente la Cigs.

La cooperazione ha definitivamente abbandonato il proprio tratto distintivo, optando per il modello delle SPA, incurante del destino di chi si troverà senza lavoro in un mercato del lavoro spogliato di diritti fondamentali. Si consegna un'intera generazione di lavoratori e lavoratrici che hanno fatto la storia del Consorzio alla perdita del diritto fondamentale, il diritto al lavoro.

Siamo difronte ad un grande rischio, quello di creare un pericoloso precedente che potrebbe essere emulato da qualsiasi azienda che paventi una crisi e che sarebbe fatta pagare ai lavoratori e non ai dirigenti a cui va imputata tutta la responsabilità del caso.”


Trento, 19 dicembre 2017

 

 

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