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Appalto pulizie case di riposo, tagliate le ore del personale

Filcams e Fisascat: “Apac costruisce gli appalti sulla pelle dei lavoratori”. Coinvolti una ventina di addetti tra Pieve di Bono, Storo e Condino


Un taglio delle ore di oltre il 30 per cento. E' questo quello che ha messo sul tavolo la Copcura di Ravenna, la società che si è aggiudicata l'appalto per i servizi di sanificazione delle case di riposo di Pieve di Bono, Storo e Condino. Una riduzione significativa che inciderà pesantemente sui salari dei ventuno lavoratori coinvolti, quasi tutte donne. “Ancora una volta si costruiscono bandi di gara senza pensare all'impatto sui lavoratori – denunciano Paola Bassetti della Filcams Cgil ed Ermanno Ferrari -. E anche questo bando è stato fatto da Apac. Ci chiediamo quale sia la logica che ispira l'Agenzia provinciale per gli appalti. Per noi solo la penalizzazione dei lavoratori e della lavoratrici più deboli”. Per i sindacati infatti gli obiettivi di razionalizzazione dei costi vengono sempre tradotti in misure che pesano solo e unicamente sulle spalle degli addetti.

Copcura ha sbaragliato gli altri partecipanti con un'offerta più vantaggiosa. “Sembra abbiano proposto un sistema innovativo per la sanificazione – proseguono i due funzionari sindacali -. La sostanza in ogni caso non cambia: questi lavoratori avranno buste paghe ridotte di un terzo, da un giorno all'altro”.

La nuova gestione sarà operativa dal 1° dicembre. “Hanno posto i lavoratori di fronte ad un aut aut o la riduzione delle ore o la rinuncia al contratto. E' chiaro che nessuno rinuncia ad un'occupazione a cuor leggero, anche se da domani il lavoro che ti permetteva di arrivare alla fine del mese non sarà più sufficiente”.

Filcams e Fisascat chiedono a questo punto un intervento della Provincia e dell'assessore provinciale competente.



 

 

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