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Finanziaria, gli sgravi fiscali non sono l'unico strumento per sostenere la crescita

Rinnoviamo insieme il “Patto per lo sviluppo e il lavoro” del 2014

Le agevolazioni fiscali non possono essere l'unico fattore su cui puntare per sostenere lo sviluppo del nostro territorio. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo ancora, nella ferma convinzione che la manovra fiscale per il 2018 non deve essere interpretata dai diversi portatori di interesse, aziende comprese, come una cassaforte a cui attingere per soddisfare logiche di parte.

E' opportuno, invece, coinvolgere tutte le parti sociali nella definizione dei meccanismi di sussidio alle imprese e di avviare un'analisi puntuale sulle ricadute che le agevolazioni fiscali alle aziende hanno prodotto fino a questo momento, vista la consistenza del loro valore, pari a circa 200 milioni di euro l'anno.

Gli sgravi hanno senso e compiutezza se inseriti in un serio quadro di selettività, che a nostro modo di intendere vuol dire legare gli sgravi per le imprese agli investimenti in innovazione e in occupazione di qualità, agli investimenti in conoscenza. E' puntando su fattori strategici come questi che vince tutta la comunità trentina, lavoratori e imprese comprese.

Per questa ragione le agevolazioni fiscali per le imprese devono restare in equilibrio con quanto previsto a favore di famiglie, lavoratori e pensionati. Se la riduzione del carico fiscale sulle imprese può dare un sostegno alle economia, allo stesso modo il sostegno alle famiglie dà ossigeno ai consumi. Senza dimenticare che sebbene la fiscalità per le imprese in regione sia la più favorevole in Italia non è emersa finora alcuna correlazione tra il risparmio per le imprese e il suo reinvestimento nelle attività aziendali.

Per dare futuro al Trentino è necessario che tutti gli attori cerchino di migliorare, pubblica amministrazione e parti sociali comprese. Sicuramente il sindacato non è esente da responsabilità, ma una palese difficoltà la notiamo anche nel tessuto imprenditoriale trentino quando fatica a fare rete per accrescere la competitività sui mercati ma anche per partecipare ad importanti partite sul nostro territorio, come nel recente caso del bando per la Loppio-Busa.

Alla politica chiediamo di non inseguire tutte le richieste di tutte le associazioni di categoria, compresa quella Cooperazione che più che di nuove protezioni e aiuti ha bisogno del contributo di tutti per ritrovare un equilibrio tra esigenze di mercato e doverosa responsabilità sociale verso le persone.

Riteniamo comunque opportuno rinnovare, in questo finale di legislatura il “Patto per lo sviluppo e il lavoro” dell'aprile 2014 per rinsaldare gli obiettivi comuni. Pilastri di questo patto non possono che essere, come alla fine riconoscono nel loro comunicato le categorie economiche, l'innovazione, la formazione continua e l'apprendimento permanente, fattori chiave a cui dovrebbero essere legate anche le agevolazioni fiscali per le imprese, a prescindere dalla loro dimensione.



 

 

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