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Operai agricoli, rinnovato il contratto provinciale

Aumento del 2% delle retribuzioni, migliori condizioni normative e istituzione della rete del lavoro agricolo di qualità per contrastare irregolarità e caporalato

E' stata siglata ieri sera l'accordo sul rinnovo del contratto provinciale degli operai agricoli. L'intesa, che riguarda 15mila addetti tra personale locale e addetti assunti per le raccolte stagionali, è stata firmata unitariamente da Flai Cgil del Trentino, Fai Cisl del Trentino e Uila Uil Trento e Verona con le organizzazioni datoriali provinciali di settore, Coldiretti, Confagricoltura e Cia e arriva al termine di una trattativa lunga e non sempre facile, su cui hanno pesato anche gli effetti negativi prodotti dalle avverse condizioni meteo di quest'anno.

L'accordo prevede un aumento del 2 per cento della retribuzioni, un importante lavoro di revisione delle figure e degli inquadramenti professionali in alcuni settori (ittico, agriturismo) e il raddoppio del periodo di comporto, da 180 giorni ad un anno, in caso di grave malattia. Il nuovo contratto segna inoltre un importante passo avanti nelle misure di prevenzione e contrasto dell'illegalità nel lavoro nei campi, dando attuazione, tra i primi in Italia, a quanto prevede la legge contro il caporalato.

“E' stata raggiunta un'intesa soddisfacente sul piano economico e sono stati raggiunti importanti risultati sul miglioramento delle condizioni normative – dicono i tre segretari Manuela Faggioni, Fulvio Bastiani e Fulvio Giaimo -. Per quanto riguarda l'aumento delle retribuzioni si è ottenuto un risultato buono rispetto al quadro nazionale, anche se hanno inciso le difficoltà che sta affrontando il settore. Siamo molto soddisfatti per il lavoro fatto su inquadramenti e figure professionali”.

Il contratto, tra le altre cose, aumenta di un giorno il periodo di congedo retribuito per i padri, norma i rimborsi chilometrici e obbliga i datori di lavoro ad anticipare i pagamenti di competenza dell'Inps, quali la malattia, la maternità e la cassa integrazione.

“Siamo molto soddisfatti per l'intesa raggiunta sul piano della sicurezza e della qualità del lavoro, con l'attuazione anche nella nostra provincia della rete provinciale per il lavoro di qualità - proseguono i tre segretari -. C'è l'impegno ad attivare questa rete entro la fine del 2018 e la sua istituzione avverrà attraverso il nascente ente bilaterale di settore con il coinvolgimento oltre che dei sindacati e dei datori di lavoro anche dell'Inps e delle istituzioni provinciali del lavoro”.

Si tratta di una misura prevista dalla legge nazionale di contrasto al caporalato, una sorta di white list delle aziende virtuose sul piano della sicurezza, della legalità e della qualità del lavoro. E' prevista la creazione di una rete nazionale e poi di reti provinciali. Ad oggi, ad oltre un anno dall'approvazione della legge, ne è stata istituita solo una, nella provincia di Foggia.


Trento, 21 novembre 2017












 

 

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