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LETTERA APERTA AI LAVORATORI METALMECCANICI

È accaduto un fatto grave per il mondo del lavoro trentino.

Riguarda i metalmeccanici artigiani, poco meno di un terzo del totale del settore, quelli col Contratto Nazionale più “povero”. Il fatto rischia però di coinvolgere tutti, dentro una concorrenza sleale e al ribasso tra le imprese, e interessa per ora circa 4.500 famiglie del nostro territorio.


Lo scorso agosto l’Associazione Artigiani, la Fim-Cisl e la Uilm-Uil del Trentino hanno firmato un accordo che, nei loro intenti, cancellerebbe il Contratto Provinciale del 2016. Un contratto conquistato tutti assieme, anche dalla Fiom, dopo 15 anni senza rinnovo, che ha portato miglioramenti rispetto al Contratto Nazionale e al precedente Contratto Provinciale del 2001: almeno 50 euro in più al mese, il pagamento di tutte le giornate di malattia, due giorni di riposo in più all’anno.


Gli Artigiani avevano provato a disdettarlo, ma il Contratto Provinciale del 2016 vale fino al 2020 e va rispettato fino alla scadenza. Anche andando in Tribunale e recuperando gli arretrati, se serve.


L’accordo di agosto tra Artigiani, Fim e Uilm “straccia” il Contratto Provinciale del 2016 e prevede meno soldi, meno riposi, meno diritti sulla malattia. E non si limita a questo: scardina alcuni capisaldi dello stesso Contratto Nazionale.

Le 40 ore di lavoro alla settimana, una delle più importanti conquiste sindacali dal dopoguerra, saranno calcolate, con quell’accordo, come una media su tutto l’anno; e il Contratto Nazionale dell’artigianato, già di per sé “povero”, potrà essere applicato, in Trentino, anche nelle industrie.


Con quale mandato dei lavoratori si è siglato quell’accordo? Con quale legittimità, visto che il Contratto Nazionale è di tutti i lavoratori, anche di quelli iscritti alla Fiom e anche di quelli non iscritti a nessun sindacato, che nell’artigianato sono la grande maggioranza? Ma soprattutto: perché?


L’accordo di Artigiani, Fim e Uilm varrebbe legalmente solo per gli iscritti ai sindacati che lo hanno firmato. Eppure, vogliono imporlo a tutti, tant’è che ai lavoratori non iscritti, senza peraltro chieder loro il permesso, saranno trattenuti dalla busta paga 10 euro, che andranno ai due sindacati firmatari (quando al contrario nulla fu chiesto, neppure volontariamente, nella sigla del Contratto Provinciale del 2016).


Siamo di fronte a precedenti molto gravi: i Contratti di lavoro si applicano solo se, e fino a quando, alle aziende va di applicarli; e i diritti conquistati coi Contratti Nazionali possono essere cancellati senza nessun mandato dei lavoratori.


Questa deriva va fermata. Per il bene di tutto il mondo del lavoro e per il bene del Trentino, che si è sempre contraddistinto per relazioni sindacali improntate al dialogo.

Invitiamo tutti a tornare alla ragione, senza chiedere a nessuno di fare marcia indietro, ma per fare tutti assieme un passo avanti.

Se ciò non accadrà, come Fiom intendiamo far rispettare il Contratto Provinciale firmato da tutti nel 2016, con gli strumenti che la Costituzione ci mette a disposizione e chiamando alla solidarietà tutti i lavoratori metalmeccanici.


La Fiom è un sindacato responsabile. È quello che non a caso firma più contratti.

I nostri bilanci sono trasparenti. E altrettanto trasparente è il nostro modo di lavorare, il nostro impegno per i tuoi diritti e quelli di tutti.


La Fiom-Cgil del Trentino




Se il tuo contratto di lavoro è quello Metalmeccanico per le aziende artigiane, puoi richiedere al tuo datore di lavoro che ti sia applicato il Contratto Provinciale del 2016 (CCPL Area Meccanica del 19/09/2016) e che non autorizzi il prelievo di 10 euro dalla busta paga di ottobre a titolo di quota contratto da destinare a chi ti ha tolto diritti e stipendio. Fallo subito per iscritto.

Ricordati: è tuo diritto, sempre, decidere se iscriverti o no a un sindacato, scegliere quale sindacato ti rappresenta e ritenere se sostenerlo con donazioni.

Il sindacato è una libera associazione di lavoratori, nato per tutelare i diritti di chi lavora.

 

 

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