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Riforma Statuto, l'innovazione sociale e il dialogo con le parti sociali entrino nel documento della Consulta

Ianeselli, Pomini e Alotti: percorso utile. Importante recuperare in chiave innovativa il ruolo della Regione

“Pur consapevoli che il terzo Statuto di Autonomia non vedrà di certo la luce entro questa legislatura, riteniamo che il percorso fatto dalla Consulta sia stato utile e pensiamo possa essere un importante lavoro di sedimentazione culturale da portare avanti nei prossimi mesi per ridefinire un profilo alto e condiviso dell'Autonomia e del nostro sistema di autogoverno, recuperando anche il ruolo della Regione”. Per Cgil Cisl Uil del Trentino, dunque, il percorso avviato con la Consulta per il Terzo Statuto non deve concludersi nell'elaborazione di un documento finale. “Il mondo è cambiato. Le ragioni dell'Autonomia vanno riscoperte certamente anche a partire dalla nostra storia, ma ciò non vuole dire che si debbano usare all'esterno della nostra comunità le stesse categorie storiche che venivano usate sessant'anni fa – dicono i tre segretari generali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. A livello nazionale ed europeo le richieste di maggiore autonomia, di forme di autogoverno e, persino, di indipendenza di alcune comunità dagli stati centrali sono sempre più di attualità. Quanto sta accadendo in Catalogna, così come, seppur in un contesto totalmente diverso, i prossimi referendum di Lombardia e Veneto, assieme al differente percorso avviato in Emilia Romagna, deve interrogare le nostre comunità anche sul terreno della conciliazione tra le giuste e importanti istanze di autogoverno dei territori all'interno delle cornici nazionali ed europee. Su questo equilibrio la nostra esperienza autonomistica ha dato ottima prova di sé. Sarebbe sbagliato, però, all'interno della nostra comunità, dare per scontata la prosecuzione di questo cammino virtuoso”.

Con riferimento al lavoro finora svolto dalla Consulta Cgil Cisl Uil del Trentino, richiamano al ruolo della Regione, a cui va dato un nuovo senso, non sul piano burocratico, ma politico e progettuale. “La dimensione regionale va valorizzata, anche da parte dei corpi intermedi, come quadro entro il quale elaborare strategie comuni per i due territori – proseguono Ianeselli, Pomini e Alotti -. E gli ambiti possono essere più ampi di quanto si immagina, a cominciare da quello economico e sociale. C'è già il positivo esempio di Laborfonds ed è auspicabile si creino ulteriori occasioni di collaborazione sul welfare territoriale”.

Nei giorni scorsi Cgil Cisl Uil hanno inviato al presidente della Consulta Giandomenico Falcon, alcune osservazioni puntuali al documento premilinare.

Ritornando sulle ragioni in grado di rilegittimare l'Autonomia Cgil Cisl e Uil auspicano che nel preambolo valoriale sia esplicitato un'idea di Autonomia che punta ad attuare politiche di frontiera in ambito economico e sociale, come avvenuto negli ultimi anni. “Nel campo del welfare e delle politiche pubbliche possiamo sperimentare ancora molto – spiegano i tre segretari generali – costruendo a livello locale misure innovative ed efficaci in grado di dare risposte ai bisogni complessi delle nostre comunità”.

Parallelamente e coerentemente con questa richiesta le tre confederazioni chiedono che si valorizzi in modo opportuno anche il ruolo delle parti sociali. “Nel documento mancano riferimenti espliciti al dialogo tra le parti sociali e tra queste e il governo locale – insistono Ianeselli, Pomini e Alotti -. Riteniamo invece che questo aspetto vada recuperato e valorizzato. E' importante che nel nuovo Statuto si riconosca il dialogo sociale come strumento insostituibile in grado di rafforzare il confronto democratico e migliorare i processi decisionali”.



<i>Trento, 13 ottobre 2017</i>

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