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Bilanci industria 2016. Ianeselli: “L'obiettivo è l'occupazione di qualità”

Il segretario della Cgil trentina: “Puntare sulla formazione, sulla partecipazione dei lavoratori e sull'integrazione degli strumenti per l'inserimento dei giovani sul mercato del lavoro”

Bilanci industria 2016. Ianeselli: “L'obiettivo è l'occupazione di qualità”

Investire sulla formazione, incentivare la partecipazione dei lavoratori nelle aziende e soprattutto creare una maggiore integrazione tra le politiche per l'inserimento dei giovani sul mercato del lavoro. Sono queste alcune delle priorità sottolineate dalla Cgil del Trentino al margine della presentazione dell'analisi sui Bilanci delle industrie trentine. “Dai dati emerge un quadro di sostanziale tenuta per il manifatturiero trentino – ha sottolineato il segretario generale Franco Ianeselli -. Siamo consapevoli che l'aumento dell'occupazione non può arrivare dall'industria, ma è importante, come sta accadendo, che il manufatturiero non perda posti di lavoro. E' chiaro, però, che a questo punto l'obiettivo è la qualità del lavoro, che si ottiene investendo in sapere, in innovazione e coinvolgendo i lavoratori e le lavoratrici nella gestione delle imprese”

Dall'indagine condotta da Franco Ischia dell'ufficio studi del sindacato su un campione di 115 tra le maggiori realtà industriali trentine, di dimensione medio grande, nei settori meccanico (51), tessile (8), chimico (17), agroalimentare (16), cartario (11) e nei gruppi industriali (12) emerge un andamento positivo dei principali indicatori. Il fatturato del campione cresce dell'1,9% rispetto al 2015, superando i 5 miliardi di euro. L'incremento riguarda tutti i settori, ad eccezione del chimico.

In salita anche utile (+5,1%) e Roe (+12,5%). Il margine operativo lordo si è attestato al 7% del fatturato, in crescita rispetto all'anno precedente, mentre il costo del lavoro incide per il 15% sul fatturato, in linea con l'anno precedente e comunque su livelli contenuti.

Questo andamento in positivo non si riflette in uguale misura sul piano occupazione. Su 90 aziende del campione, solo quelle per le quali i dati erano disponibili, si evidenzia il miglioramento dell'occupazione è lievissimo (0,6%). “In questi ultimi mesi le indagini campionarie hanno segnato un aumento dell'occupazione – prosegue Ianeselli -. L'incremento ha riguardato, però, in gran parte il terziario e i servizi. In questo quadro il tema della qualità dell'occupazione diventa centrale per il sindacato. Intanto rileviamo tanto lavoro povero. Per questa ragione la cifra deve essere l'apprendimento permanente, l'investimento in sapere a tutti i livelli. La formazione, infatti, è lo strumento fondamentale per reggere la sfida della competizione sui mercati e per dare risposte di ampio respiro sul tema dell'innovazione tecnologica”. Industry 4.0 non è solo uno slogan, e non riguarda solo l'industria dove l'automazione è realtà da anni. “Sottovalutare la portata dell'innovazione tecnologica - prosegue Ianeselli - potrebbe portare a costi molto alti in termini di perdita di occupazione. E ne pagherebbero le conseguenze soprattutto i settori più deboli e meno qualificati. Per questa ragione insistiamo sulla formazione continua”. La qualità del lavoro migliora anche coinvolgendo i lavoratori e le lavoratrici nelle scelte strategiche per le imprese. “La partecipazione aumenta la motivazione e la produttività. Sarebbe opportuno che le imprese trentine su questo fronte facessero un passo avanti”.

Infine la partita dei giovani. “Continuiamo ad insistere sulla necessità di rafforzare le politiche attive del lavoro, soprattutto per i segmenti più deboli come le donne, i disoccupati e soprattutto i giovani. Su questo ultimo fronte sono molte le misure messe in campo per facilitare l'ingresso nel mercato del lavoro, da garanzia giovani all'alternanza, dall'apprendistato ai tirocini fino al servizio civile. Allo stesso modo per i lavoratori socialmente utili integrando meglio Progettone, Intervento 19 e l'intervento per l'inserimento professionale con il sostegno dei Bim. Sarebbe opportuno razionalizzare ed integrare questi interventi, migliorandone l'efficacia”, conclude Ianeselli.


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